Il sindaco Franco Alfieri: “Assumeremo giovani per controllare le spiagge libere”

di Andrea Bignardi

Il distanziamento sociale non dovrebbe essere un problema per i lidi di Capaccio Paestum, che nonostante questo vantaggio ancora restano in gran parte fermi al palo. Il montaggio, iniziato già da qualche settimana, non è stato ultimato in molti casi per l’assenza di direttive chiare da parte della Regione Campania. In molti casi, occorre dirlo, i requisiti previsti dalle nuove norme regionali, che prevedono uno spazio di dieci metri quadrati per ombrellone, erano già ampiamente rispettati per via degli spazi larghissimi su cui la località cilentana può contare. Ma non mancano perplessità degli operatori. “Tutti devono poter usufruire delle spiagge libere del nostro Comune. Siamo già al lavoro in tal senso”. Sono queste le parole del primo cittadino di Capaccio Paestum Franco Alfieri che si è espresso all’indomani dell’incontro con gli operatori del settore balneare della città dei templi. Un incontro nel quale Alfieri ha esposto la strategia per la gestione degli oltre sei chilometri di spiaggia libera presenti nel territorio comunale paestano. Per evitare assembramenti la vigilanza sarà affidata a risorse umane locali attraverso un apposito bando. “Faremo delle assunzioni tramite la società partecipata – ha aggiunto Alfieri – Tantissimi giovani che non hanno trovato occupazione nelle attività stagionale avranno la possibilità di lavorare per controllare le spiagge libere”. Esclusa la parte di spiaggia libera, all’incirca la metà del litorale è data in concessione a stabilimenti balneari. “Saremmo già pronti ma siamo chiusi perché siamo rimasti ancora a lungo in attesa di direttive – afferma Tiziana Stabile del Lido Vin.Gi. 79 – Essendo in convenzione con un albergo è stato disagevole dover perdere una settimana comunque di lavoro, seppur ai minimi termini, per via dell’attesa delle direttive da parte della Regione”. “Abbiamo scelto di montare gli ombrelloni assegnando ad essi uno spazio di sedici metri quadrati per ciascuno – continua – ben oltre quello che è stato prescritto nell’ordinanza. Sostanzialmente abbiamo dovuto rinunciare a davvero poco spazio, almeno per quanto riguarda l’articolazione della spiaggia”. Molto, sulla mancata riapertura, avrebbero inciso secondo il parere dei balneari, i ritardi da parte di governo e regione. “Per il momento credo nessuno abbia riaperto, almeno nello scorso weekend: l’ordinanza di De Luca è arrivata troppo tardi – afferma Vito Barlotti, titolare del Lido Paestum – Vedo nonostante tutto una voglia pazzesca di andare al mare, ci sono persone che sembra abbiano bisogno di uscire. Con più di una persona sono stato più di un quarto d’ora al telefono, si trattava di persone sconosciute”. “Dopo l’ordinanza – continua – ho attivato tutto ciò che c’era da attivare, e spero di riuscire ad aprire per il prossimo fine settimana, ma credo che qualcuno potrebbe anche non farcela perché non è semplice attivare uno stabilimento balneare di questo tipo”. Preoccupa l’alta stagione, ed in particolare i giorni festivi, quando a Paestum si riversano decine di migliaia di bagnanti. Il problema è sostanzialmente dato dalla necessità di garantire controlli serrati per l’accesso all’arenile, cosa a cui aspira anche l’amministrazione comunale guidata da Franco Alfieri. “E’ impossibile tracciare tutti gli accessi alle spiagge: andrebbe fatto in tutti gli esercizi commerciali e non solo da noi – afferma Ruggiero Marino del Lido Sirena – Siamo in un campo che per certi versi è molto vicino alla violazione della privacy. Se con l’amministrazione, come credo accada, troveremo un punto d’incontro cercheremo di sviluppare la qualità dell’offerta turistica, e molti della nostra categoria concordano con questa visione. Alcune norme sono di difficile attuazione e comportano altri ulteriori costi: non vedo il sostegno necessario da parte del governo alla nostra categoria che oltre ad essere un’attività economica riveste anche un’importante funzione sociale”. Resta l’incognita spiagge libere: un contesto nel quale i controlli sono particolarmente difficili da attuare. “Occorre sfruttare l’occasione della riorganizzazione post-Covid – conclude Marino – per riqualificare la spiaggia libera, consentendone la fruizione a tutti coloro che sono persone civili, indipendentemente dalla loro capacità di spesa. Potrebbe essere una prerogativa per innalzare la qualità del turismo a Capaccio Paestum”.

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