Festa si difende. “Fomentare odio? Ho solo cercato di evitare che la situazione degenerasse”

“Fomentare odio? Macchè, ho fatto il possibile perchè la situazione non degenerasse”. Il primo cittadino di Avellino Gianluca Festa si difende dalle accuse giunte da più parti all’indomani del contoverso assembramento verificatosi ieri sera nel capoluogo irpino, e dei cori antisalernitani che ne sono stati lo spiacevole emblema. Abbassando i toni dopo il forte post della mattinata, Festa ha cercato di sotterrare l’ascia di guerra anche con il governatore De Luca, secondo alcune versioni dei fatti oggetto di scherno da parte dei cori stessi: “Non c’è mai stata voglia di fare polemica politica”.
Sindaco, ieri con il coro a cui ha partecipato sono state riesumate rivalità di vecchia data. Il tutto nell’ambito di un assembramento che potrebbe rappresentare, secondo le linee guida vigenti, un rischio concreto di contagio da Coronavirus: cosa l’ha spinta ad essere lì, tra quei giovani?
“Era circa mezzanotte e stavo dirigendomi verso la mia auto per tornare a casa. Avevo fatto un po’di controlli lungo le strade di Avellino per verificare come si stessero comportando i ragazzi e fino ad allora era tutto tranquillo. In via de Concili ho riscontrato un assembramento di ragazzi che ho notato essere un po’euforici”.
E cosa è accaduto?
“I giovani si sono messi intorno a me in maniera numericamente consistente. Ho notato non solo l’assembramento ma anche un concreto rischio di ordine pubblico. Ho quindi scelto di accompagnare il coro per evitare che la situazione degenerasse”.
Una scelta controversa..
“Bastava una parola detta male o capita male e poteva esserci un rischio di ordine pubblico. Alla fine nulla è accaduto, li ho fatti un po’sbollire e ho chiamato poi la Municipale”.
Non sarebbero mancate anche voci contrarie al governatore De Luca, oltre a quelli antisalernitani.
“Non commento le strumentalizzazioni e vado al sodo: ho fatto in modo che si calmassero. Quando ho recepito che i cori non andavano verso Avellino ma altre realtà ho incitato alla calma. Però dico anche che cori goliardici ci possono stare e non ci si può abbandonare al livore. Ho agito da sindaco provando a rapportarmi con i giovani: la condizione di assembramento era già presente quando sono arrivato. Ho cercato solo di mettervi fine evitando ripercussioni gravi di ordine pubblico”.

andbign

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