“Noi non siamo salernitani”. Il sindaco di Avellino Festa protagonista di un enorme assembramento

“Noi non siamo salernitani”. Le vecchie ostilità campanilistiche tra le tifoserie di Salernitana ed Avellino sono tornate alla ribalta nella scorsa notte nel capoluogo irpino, dove il primo cittadino Gianluca Festa si è ritrovato ad intonare un coro al centro di un assembramento di centinaia di ragazzi che in pieno centro hanno deciso così di “festeggiare” la riapertura delle attività ed il ritorno della movida notturna. Un episodio non consentito dalle leggi vigenti che li vietano espressamente, oltre che fonte di rischio per la salute pubblica. A testimoniare quanto accaduto i numerosi video diffusi sui social network dai quali appare come Festa, in giro per la città probabilmente per effettuare controlli sulle attività, si sia reso protagonista di un enorme assembramento che ha violato le disposizioni sul distanziamento sociale e fatto riemergere l’aspra rivalità tra le due tifoserie campane. Non sono mancati anche slogan particolarmente duri contro il governatore Vincenzo De Luca. Immediate le polemiche e le reazioni critiche da parte del mondo della rete, anche nello stesso capoluogo irpino dove non sono mancate prese di posizione dure nei confronti del gesto di Festa: numerosi sono stati, infatti, gli inviti alle dimissioni del sindaco di Avellino. A prendere subito le distanze, tra le istituzioni salernitane, dall’ episodio verificatosi in nottata il primo cittadino di Pontecagnano Faiano Giuseppe Lanzara, che pochi minuti fa ha pubblicato una dura nota di condanna verso quanto accaduto la scorsa notte. “Il video immortala il sindaco di Avellino in mezzo a centinaia di giovani, assembrati tra le strade della movida avellinese: “Chi non salta è di Salerno”, “Noi non siamo Salernitani”, “De Luca pezzo di m…” e così via… Scene pietose, misere, insopportabili – ha commentato Lanzara – Questo sindaco canta come un capo ultras, disprezzando le regole che lui non solo dovrebbe rispettare ma è tenuto a far rispettare alla sua comunità. Lo fa in piena emergenza sanitaria, proprio mentre l’Italia intera cerca la strada per lasciarsi alle spalle una pandemia mondiale, nel timore di una seconda devastante ondata di contagi”. “Non mi piace questa storia, sono arrabbiato per le vittime, le loro famiglie, per chi coscienziosamente rispetta le regole, per le attività commerciali e tutte le partite Iva che chiedono solamente di ripartire al più presto. Questa storia proprio non mi piace così come non mi piace questo sindaco che non ha alcun rispetto per tutti noi – ha proseguito Lanzara – Un sindaco avrebbe il dovere morale di dare l’esempio, dovrebbe indicare la strada, dovrebbe rappresentare lo Stato, un sindaco è un sindaco, non un capo ultras”. Il primo cittadino di Pontecagnano starebbe inoltre valutando la firma di un’ordinanza che limiti la mobilità verso il capoluogo irpino in seguito al pericoloso assembramento della scorsa notte. “Mi auguro che arrivi una lezione esemplare dal governo nazionale e regionale – ha concluso – altrimenti valuterò nelle prossime ore se sarà necessario firmare una ordinanza che limiti la mobilità verso Avellino perché non consentiró a nessuno di mettere a rischio la mia comunità (figuriamoci se la faccio mettere a rischio da questo “uomo da palcoscenico”)”.

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