Pisano, il mistero dello studio Spes. Le associazioni: «Scriviamo a Mattarella»

Lo studio è stato consegnato in Regione e in Procura

La proprietà tende la mano ai Cinque Stelle: «Collaboriamo»

Sit di protesta, questa mattina, dell’associazione “Salute e Vita” contro le Fonderie Pisano. I cittadini sono pronti a intraprendere nuove azioni. Pronti un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al ministro dell’Ambiente Costa. Al centro lo studio Spes, tenuto ancora nascosto, nonostante sia stato trasmesso alla Regione a fine gennaio e anche alla Procura della Repubblica. «A conferma dei forti sospetti nutriti circa la volontà di tenere la popolazione all’oscuro degli esiti dello studio – spiega Lorenzo Forte – è stata ricevuta la risposta da parte dell’Istituto Zooprofilattico, che ha confermato di aver trasmesso gli atti in questione alla Regione Campania (ente committente). Tale risposta, arrivata esattamente allo scadere dei 30 giorni dalla richiesta di accesso agli atti, non contiene però l’informazione su quando De Luca abbia ricevuto la relazione definitiva (quesito che avevamo comunque fatto nella richiesta). Eppure questa informazione è cruciale per poter ricostruire in maniera inequivocabile in quale contesto sia stata inspiegabilmente e frettolosamente rilasciata l’AIA con validità di 12 anni. Si sottolinea come la Regione Campania non abbia invece fornito alcun riscontro alla richiesta così come invece previsto dalla legge».

E sull’Aia c’è chi annuncia anche un ricorso al Tar. L’autorizzazione ambientale integrata recentemente rilasciata dagli uffici regionali a favore delle Fonderie Pisano, è finito al centro anche di una interrogazione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle che negli ultimi giorni hanno acquisito anche la risposta. «Una possibile revisione del provvedimento è possibile solo se accertato un nocumento alla salute pubblica», la motivazione, in sintesi, fornita dagli uffici. Intanto la proprietà tende la mano invitando alla collaborazione tutti gli enti, compresi i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, promotori della battaglia. «Abbiamo urgente bisogno – scrivono dalla proprietà della Fonderie Pisano – della piena collaborazione delle parti istituzionali chiamate a delineare un quadro di interventi incentrate su alcune priorità non derogabili: sicurezza ambientale e sanitaria; valenza produttiva e competitiva; tutela e valorizzazione delle risorse occupazionali».

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