Lavori alla Torre La Cerniola, caso ad Erchie

Esposto in Procura, caccia alle autorizzazioni

di Andrea Pellegrino

Una passerella sulla spiaggia e una piscina. Il restyling della Torre La Cerniola, di Erchie, frazione costiera del comune di Maiori, non è passata inosservata. Anzi, i lavori sono finiti al centro di aspre polemiche e anche di un esposto presentato da Italia Nostra. Simbolo di Erchie, la Torre è un bene privato usato, naturalmente per fini commerciali. Da qui l’esigenza, da parte dei proprietari, di realizzare una passerella di cemento per consentire l’ingresso. Nulla di strano se non fosse che la piattaforma è su un pezzo di spiaggia della caratteristica e rinomata località balneare della Divina Costa.  Al comune di Maiori cercano carte e autorizzazioni, compresa quella della Soprintendenza che, in passato, avrebbe già bocciato (a quanto pare non ufficialmente) l’idea della piscina. L’istanza originaria risale a più di dieci anni fa. Si prevedeva la sistemazione dell’area, con la realizzazione di una rampa di accesso carrabile e anche la realizzazione di una piscina con relativo volume tecnico interrato. Progetto, poi, variato nel tempo, fino all’esclusione della piscina ma non della passerella, i cui lavori sono partiti qualche mese fa.   A metà maggio l’esposto in Procura da parte delle associazioni ambientalistiche, tra cui la stessa Italia Nostra. «Si tratta – si legge nell’esposto – di lavori di notevole rilevanza che vengono effettuati su una delle più belle spiagge della Costiera amalfitana e non solo. Riteniamo, tra l’altro, che sarà utilizzato cemento indispensabile per garantire stabilità alla “passerella”. Risulta evidente l’entità dei lavori e le possibili conseguenze di degrado paesaggistico nell’ambito di un territorio soggetto com’è noto a vincoli e appartenente, per le sue caratteristiche, al Patrimonio mondiale dell’umanità». Da qui uno stop dei lavori durato solo qualche giorno, con la ripresa già a fine maggio. Il tutto in attesa di risposte anche da parte dell’amministrazione comunale e degli enti interessati, tra cui la stessa Soprintendenza di Salerno.

da Cronache del 3 giugno 2020

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