Arriva Esposito, occhio alle conferme: «Vitale icona eterna di salernitanità»

Prossimi al rinnovo i salernitani del gruppo, spina dorsale dei successi maturati in questi anni

di Matteo Maiorano – “Non si tratta di conservare il passato ma di realizzare le sue speranze”. Così scriveva il filosofo tedesco Theodor Adorno, discutendo su un dopoguerra caratterizzato da incertezza e dubbi sulla ripartenza che sarà, seppur lenta, inesorabile. Il contesto di allora torna simile al panorama post Covid: ma se il lavoro di comparazione è lecito sotto il profilo storico e sociale, lo è meno se parliamo di sport. Fanno eccezione le discipline natatorie, tra le poche ad aver tramandato antichi valori, indenni alle tempeste di mercato e televisioni che hanno investito altre manifestazioni. La Rari Nantes Salerno, forte di una tradizione importante e un presente ricco di ambizioni, guarda alle nuove conquiste tenendo bene a mente le gesta degli sportivi che hanno fatto grande la città di Salerno. Lo scorso 24 maggio si è rinnovato l’anniversario della tragica scomparsa dei quattro ragazzi deceduti nel treno che da Piacenza riportava a casa i supporters di fede granata: tra le fiamme fu recuperato il corpo senza vita di Simone Vitale, portiere rarinantino cresciuto tra cloro e gradinate. «Era la stagione ’92/’93 e all’allora Comunale si sfidavano Salerno e Volturno: in palio tre punti pesanti in ottica salvezza» è l’incipit raccontato da Mariano Rampolla, attuale ds della Rari Nantes ed ex compagno di squadra di Simone. Quel giorno l’indimenticato sportivo, nelle vesti inedite di attaccante, segnò il suo primo gol tra i professionisti. A fargli compagnia nel tabellino dei marcatori, qualche minuto dopo, lo stesso Rampolla: «Fu un’emozione indescrivibile per chi, come noi, in quello spogliatoio ha trascorso anni importanti della propria carriera, dalle giovanili alla prima squadra». Poi il dramma: «Quel giorno eravamo tutti davanti alla Comunale, increduli per quanto accaduto. Il ricordo di Simone è sempre vivo e permette di realizzare speranze e obiettivi del nostro gruppo». Il diesse, chiuso con nostalgia l’album dei ricordi, apre al mercato. Le conferme di Cuccovillo, Santini e Tomasic non rappresentano casi isolati di permanenza: «Resteranno in giallorosso anche i salernitani Gallozzi, Pica, Sanges, Fortunato, Malandrino, Taurisano e Parrilli – spiega Mariano Rampolla – stiamo lavorando anche sotto altri fronti per offrire a Citro una rosa in grado di affrontare senza troppi affanni il prossimo campionato». Qualche giorno fa ha salutato il roster Cristian Gandini: «Ragazzo eccezionale, resterà nella storia di questo club per quanto fatto negli ultimi due anni. Auguro a Cristian (neogiocatore dell’Anzio Waterpolis, ndr) una grande stagione all’insegna dei successi». Fiore all’occhiello del mercato in entrata Umberto Esposito, neoacquisto giallorosso proveniente dal Circolo Canottieri: «Parliamo di un atleta che a 25 anni ha già tratti da veterano: capitano della nazionale universitaria, oro under 18 a Perth, argento under 20 ad Almaty e fascia del Circolo Canottieri, il biglietto da visita parla da sé. Abbiamo vinto la concorrenza di Posillipo e Palermo portando alla Vitale un pallanuotista versatile dal profilo estremamente ricercato in Europa». Il campionato di calcio riparte dopo i punti interrogativi della fase più acuta dell’emergenza, mentre la pallanuoto non torna indietro: «Giusto fermare, sotto il profilo atletico per i nostri sportivi stare fermi è un fattore determinante per la ripresa. Il calcio segue logiche differenti da quelle della pallanuoto ed è inutile sottolineare i tanti fattori che agevolano la ripresa dell’attività». Accantonata l’ipotesi di un torneo estivo all’aperto: «Le piscine open hanno un fascino particolare. Tornano in mente i campionati di una volta giocati tra acqua e vento: in Croazia giocano tuttora in mare in diverse occasioni e devo ammettere che rimango estasiato ogni volta che li vedo combattere in acqua, punto a punto. Tornare indietro non sarebbe azzardato: la pallanuoto conserva intatto il proprio fascino e si affaccia al futuro con grande consapevolezza».

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