«Per chi vive di teatro periodo drammatico»

La direttrice del teatro “La Ribalta” si racconta dopo il lockdown

di Luana Izzo

Oggi con noi Valentina Mustaro direttrice del teatro “La Ribalta” di Salerno. Spesso ci siamo confrontati con lei, abbiamo ammirato le iniziative, gli spettacoli i momenti di formazione. Oggi affrontiamo un argomento sicuramente più spinoso e triste per le tante realtà territoriali teatrali: il dopo covid-19.

Valentina, per chi vive di teatro questo è un momento molto particolare, come avete vissuto questo periodo?

«È stato un periodo abbastanza pesante, abbiamo chiuso il teatro il 4 Marzo, abbiamo dovuto annullare le rassegne teatrali e stoppare tutte le attività sia interne che esterne di cui ci occupiamo. Tante le iniziative sospese con le agenzie esterne, le scuole, fermi i laboratori e i corsi di formazione. Ovviamente tante le persone che in questo periodo non percepiscono compensi e per chi, come noi, vive di teatro, la situazione è davvero drammatica: oltre al malessere di non vivere più il palcoscenico, noi abbiamo subito una vera batosta perché non abbiamo avuto sovvenzioni, sussidi, e tante sono le spese da sostenere anche a porte chiuse tra fitto, manutenzioni, bollette ecc..».

Quali sono state le iniziative messe in campo durante l’emergenza?

«Abbiamo utilizzato la didattica a distanza per mantenere il contatto con i nostri allievi e anche per lavorare con il gruppo attori. È ovvio che questa modalità è fortemente limitante perché si può lavorare online sulla voce, sull’intensione, sull’interpretazione e sulla memoria. Noi lavoriamo molto sul corpo, sulla prossemica, sull’emozione e questo lo si può fare solo dal vivo. In più con la scuola, l’università molti allievi erano già incollati allo schermo per ore, idem gli adulti con lo smart working e diventava davvero pesante continuare anche con il teatro. Oltre alla didattica online abbiamo lanciato l’iniziativa “Recitiamo a distanza” dove chi voleva poteva registrare un monologo pubblicizzato poi sulle nostre pagine Facebook e Instagram e “Teatro a distanza” attraverso la quale si poteva godere di un nostro spettacolo a casa attraverso un link facendo una piccola donazione. Devo dire che tutte le iniziative sono andate a buon fine».

Come vedi la ripartenza?

«È chiaro che per noi teatri off poter fare spettacoli con le nuove misure di sicurezza è quasi impossibile, si dovrebbero avere pochi spettatori e la perdita economica sarebbe ingente. Potranno ripartire con difficoltà i laboratori, soprattutto all’esterno. A Luglio ci sarà un corso serale estivo per adulti in teatro sperando poi di ripartire ad Ottobre con tutte le nostre attività che sono state molto sottovalutate perché il teatro non è solo il tempio dell’attore, del regista ma anche di chi lo fa per conoscere meglio sé stessi, lavorare su sé stessi… il teatro è stato troppo bistrattato in questo periodo, speriamo che la situazione migliori per tutti e anche per chi, come noi, lavora sull’arte, sulla cultura, sul sociale».

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