Tra fumate nere e trattative rispunta DemA

di Andrea Pellegrino

Vincenzo De Luca prosegue la costruzione della sua autostrada verso Palazzo Santa Lucia. In solitaria, o quasi. Per meriti suoi ma anche per demeriti altrui. Sulla carta al momento è il solo candidato governatore a tutti gli effetti. Solo qualche giorno fa lo stesso De Luca disse: “Io non sono candidato, sono stracandidato”. Ed è proprio così, con una coalizione che va dagli ex democristiani della prima Repubblica fino a pezzi della sinistra. Il comignolo del centrodestra mostra ancora fumate nere. L’ultima ad inizio settimana quando i leader nazionali si sono riuniti senza però produrre nulla di concreto. Al netto delle trattative manca il candidato della coalizione, ossia manca lo sfidante di Vincenzo De Luca e di conseguenza mancano le liste, i nomi ma soprattutto i programmi. Infatti, oltre ai giochi di scacchi, sostanzialmente gli avversari, ad oggi, non hanno ancora individuato il proprio programma di governo. Si tratta guardando più a Roma che a Napoli, in attesa che da un momento all’altro il governo Conte possa saltare e rimescolare tutte le carte. Ma mentre si guarda Palazzo Chigi, i giorni passano e la data delle elezioni, inesorabilmente si avvicina. In un complicatissimo puzzle, de Magistris guarda a ciò che accadrà nella sua Napoli il prossimo anno, quindi riflette su una sua possibile candidatura regionale in attesa poi di lanciarsi a livello nazionale. A Salerno, feudo di De Luca, si studiano le mosse in vista delle prossime elezioni comunali della primavera 2021. Così in una sola settimana sono nati in aula consiliare i gruppi di Azione (Carlo Calenda), composto da Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo e Corrado Naddeo e quello di Italia Viva (Matteo Renzi) che sarà rappresentato da Donato Pessalano. Riposizionamenti attuali per guardare già a dopo le Regionali, accada ciò che accada. D’altronde per Palazzo Guerra passa comunque anche la strada per Santa Lucia. Bonavitacola, attuale vicegovernatore, è l’uomo delle liste di Vincenzo De Luca ma è anche il possibile candidato sindaco di Salerno. D’altronde è improbabile che Bonavitacola possa ritornare a sedersi sulla poltrona di vicepresidente, anche nel caso di vittoria di Vincenzo De Luca. Ad insidiarlo a Salerno, oltre il sindaco in carica Enzo Napoli che legittimamente potrebbe ambire ad un bis, c’è anche Andrea Prete, presidente di Camera di Commercio e Industriali, che da mesi ormai studia da primo cittadino, in attesa di una investitura ufficiale. Partite collegate, quella regionale e comunale, anche in considerazione del ristretto orizzonte temporale. Chiuse le regionali (probabilmente a fine settembre) si inizierà con la lunghissima campagna per le comunali: vale a Salerno quanto a Napoli. Nel capoluogo regionale si intreccia anche la partita del Movimento 5 Stelle che confida in Palazzo San Giacomo, il suo piano B, nel caso in cui dovesse fallire la sfida con De Luca in Regione. Ma su questi innumerevoli scacchieri l’attualità e quindi le elezioni regionali, pare che passino sempre più in secondo piano. Il tutto mentre De Luca corre e conquista nuove adesioni.

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