LA DEPRESSIONE: impariamo a conoscerla

di Veronica Benincasa

Che cosa è la depressione?

È stata definita “il male del secolo”, se ne sente parlare sempre più spesso ma non tutti sanno davvero che cosa sia. La depressione è una malattia del tono dell’umore, cioè di quella funzione psichica che accompagna l’adattamento al nostro mondo interno, psicologico e a quello esterno: il tono è alto quando siamo in condizioni piacevoli, va verso il basso quando viviamo situazioni sgradevoli. È corretto parlare di depressione soltanto quando il tono dell’umore perde il suo naturale carattere di flessibilità, cioè quando è sempre basso e non viene influenzato più dai fattori esterni favorevoli, provocando disagio e interferendo con le normali attività, la vita e la libertà di agire di una persona. A volte si tende ad etichettare come “depressione” qualsiasi sentimento spiacevole, anche quando si tratta invece di rabbia, di frustrazione, di gelosia o di paura. Più frequentemente viene chiamata “depressione” la presenza di sentimenti di tristezza e sconforto, in genere a causa di una delusione, di una perdita o di una serie di altri eventi e circostanze spiacevoli o anche per la sola presenza di fattori stressanti di minore intensità, ma continui nel tempo. Si tratta di uno dei disturbi psicologici più diffusi nella popolazione e può colpire chiunque, indipendentemente dall’età, dal sesso, dal livello culturale e dallo status socioeconomico. Dagli studi scientifici emerge, però, che si manifesta maggiormente nelle donne rispetto agli uomini, infatti compare nel 25% delle donne e nel 12% degli uomini. Questa differenza sembra essere dovuta al fatto che le donne, rispetto agli uomini, hanno più frequentemente sentimenti di tristezza, sono più autocritiche e vengono maggiormente educate ad essere dipendenti. Gli uomini, invece, sembrano reagire ai vissuti depressivi soprattutto con comportamenti disfunzionali quali, ad esempio, l’uso di alcol e di droghe.

Quali sono le sue caratteristiche?

La prima cosa che va esplicitata e chiarita è che la depressione è, innanzitutto, uno stato mentale e non una nostra debolezza o colpa. Caratteristica della depressione è la tendenza a valutare ogni situazione in maniera negativa e pessimistica, ecco perché essa rappresenta una patologia di schemi cognitivi, di pensieri e sensazioni che ti fanno sentire “giù di morale”; si verifica nel momento in cui hai la sensazione che tutti i sentimenti positivi circa il futuro siano spariti e ti senti incapace di apprezzare gli aspetti piacevoli della vita. La perdita della capacità di provare piacere, gioia, affetto e stupore prende il nome di Anedonia: tale fattore rappresenta il carattere principale della depressione. Alcuni tipi di depressione derivano da particolari eventi della vita, altri invece, sono il frutto di uno stile di vita ricco di stress. Va detto, però, che la depressione è una patologia complessa e, in quanto tale, non ha un’unica causa ma è determinata da una serie di fattori che interagiscono fra di loro in modo sinergico:

  1. Debolezze genetiche;
  2. Bassi livelli di serotonina (chiamato anche “ormone del buonumore”);
  3. Alti livelli di cortisolo (chiamato anche “ormone dello stress”);
  4. Lavoro difficile e frustrante;
  5. Ambiente socio-familiare rigido;
  6. Infanzia difficile;
  7. Eccessive richieste verso se stessi;
  8. Eccessiva criticità verso se stessi;
  9. Difficoltà economiche;
  10. Malattia;
  11. Perdita del lavoro;
  12. Lutti;
  13. Conflitti di coppia.

Questi fattori di ordine psicologico, biologico, sociale e culturale intervengono in misura diversa da persona a persona . Vediamo meglio nello specifico:

  1. Squilibri biochimici della chimica cerebrale;
  2. Fattori ormonali (come la sindrome premestruale);
  3. Alcuni problemi di salute possono influire in modo negativo sul tono dell’umore (l’ipotiroidismo, la sindrome da stanchezza cronica). Anche l’assunzione di certi farmaci come la pillola anticoncezionale può incrementare la tendenza a soffrire di depressione.
  4. Fattori genetici: chi ha un genitore che soffre di depressione maggiore ha una probabilità doppia di ammalarsi a sua volta di depressione rispetto ad una persona che ha un genitore non depresso;
  5. Fattori stagionali: la mancanza di luce e di sole favorirebbe lo scatenarsi di uno stato depressivo nelle persone predisposte;
  6. Traumi nell’età dello sviluppo: chi ha avuto durante l’età dello sviluppo esperienze difficili e dolorose come la morte di un genitore, può avere una fragilità psicologica che lo può predisporre a sviluppare la depressione. Anche l’abuso sessuale, fisico o psicologico, ci priva della necessaria autostima per affrontare le difficoltà della vita e ci predispone, a diventare un adulto depresso;
  7. Fattori culturali: la reazione a certi eventi è determinata non solo dalla personalità, ma anche dalla cultura di appartenenza. Per esempio, la menopausa in occidente viene vissuta come la perdita della giovinezza, della bellezza e del sex appeal, aspetti a cui la nostra cultura attribuisce un valore essenziale. Ecco perché la menopausa viene vissuta dalla gran parte delle donne occidentali come una perdita di una parte molto importante della propria identità. In Cina, dove alla menopausa viene attribuita una valenza positiva di ingresso nel mondo della saggezza, la depressione da climaterio è molto più rara e le donne cinesi vivono la fine dell’età fertile con maggiore serenità;
  8. Eventi stressanti: la depressione può essere scatenata da alcuni eventi dolorosi come un licenziamento, un divorzio improvviso, la perdita di una persona cara. Anche certi momenti della vita possono essere particolarmente delicati: la nascita di un figlio, l’entrata nella età matura, la pensione, il momento in cui i figli se ne vanno di casa, ecc.;
  9. Fattori psicologici e cognitivi: nell’insorgenza del quadro depressivo, infatti, riveste un ruolo cruciale il modo in cui la persona interpreta gli eventi e mobilita le risorse per far fronte ad essi. Ad esempio, si può perdere una persona cara e, dopo un periodo iniziale di sofferenza, reagire all’evento aumentando i comportamenti di autocura, migliorando le proprie relazioni interpersonali e definendo nuovi obiettivi personali. Al contrario, si può pretendere da se stessi comportamenti perfetti, rimproverarsi in modo eccessivo per piccoli errori e autopunirsi, favorendo, così, il mantenimento dell’umore depresso;

Quanto detto ci fa capire come la depressione non sia quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell’umore, ma è un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri ed il mondo esterno. È una patologia dell’umore caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in maniera da lieve a grave il tono dell’umore, compromettendo il funzionamento di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale. Sentirsi depressi significa vedere il mondo attraverso degli occhiali con delle lenti scure: tutto sembra più opaco e difficile da affrontare, anche alzarsi dal letto al mattino, fare una doccia, telefonare ad un amico, portare a passeggio il cane. Molte persone depresse hanno la sensazione che gli altri non possano e non sappiano comprendere il proprio stato d’animo e che siano inutilmente ottimisti. È essenziale essere a conoscenza che esistono diversi tipi di depressione, vediamo i principali:

  1. Depressione maggiore: abbiamo tutta una serie di sintomi che ostacolano e/o interferiscono con la nostra capacità di lavorare, studiare, mangiare e godere di un’attività piacevole, abbiamo una perdita di interesse verso qualsiasi cosa. Tutto questo ci impedisce di funzionare in modo regolare.
  2. Depressione come fase del disturbo bipolare: in cui a fasi depressive, si succedono fasi maniacali caratterizzate da sensazioni di eccitazione, eccesso di energia, insonnia e impulsi a spendere molto denaro.

Quali sono i suoi sintomi?

Più specificamente, quindi, la depressione si manifesta attraverso molti sintomi di tipo fisico, emotivo, comportamentale e cognitivo. I sintomi fisici più comuni sono: perdita di energie, senso di fatica, disturbi della concentrazione e della memoria, agitazione motoria e nervosismo, perdita o aumento di peso, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), mancanza di desiderio sessuale, dolori fisici, senso di nausea, visione offuscata, eccessiva sudorazione, senso di stordimento, accelerazione del battito cardiaco e vampate di calore o brividi di freddo; Le emozioni tipiche sperimentate da chi è depresso sono: la tristezza, l’angoscia, la disperazione, il senso di colpa, il vuoto, la mancanza di speranza nel futuro, la perdita di interesse per qualsiasi attività, l’ irritabilità e l’ ansia; I principali sintomi comportamentali invece, sono: la riduzione delle attività quotidiane, le difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi, l’evitamento delle persone e l’ isolamento sociale, i comportamenti passivi, la riduzione dell’attività sessuale e i tentativi di suicidio. Le persone che soffrono di depressione, inoltre, presentano un modo di pensare caratterizzato da regole o “filosofie di vita” disadattive, aspettative irrealistiche e pensieri spontanei negativi su se stessi, sul mondo e sul futuro. Le regole o “filosofie di vita” di queste persone risultano assolute, rigide e, quindi, non adattive. Chi ha la depressione fa riferimento a dei “doveri” che sente di dover assolvere per rispettare i propri valori (es. “Non posso sbagliare mai!”, “Se non piaccio a qualcuno, non posso essere amato!”, “Se fallisco in qualcosa vuol dire che sono un fallito!”, “Se ho un problema da molto tempo significa che non potrò mai risolverlo!”, “Non posso essere debole!”); inoltre, generalmente presenta aspettative irrealistiche: ha degli standard eccessivamente elevati sia nei confronti di se stesso, che degli altri. Crede, ad esempio, che fare errori sia assolutamente vietato, che non si possano avere conflitti e che bisogna essere sempre di buon umore. Altre persone depresse, invece, ritengono di non meritare nulla e accettano tutto quello che viene offerto loro senza ricercare ciò che potrebbe essere senz’altro migliore. I pensieri spontanei che passano per la mente delle persone depresse, infine, generalmente rispecchiano la visione negativa che queste persone hanno di sé stessi, del mondo e del futuro; chi ha concezioni negative di sé stesso, del mondo e del futuro ne amplifica gli aspetti negativi e minimizza quelli positivi. Ad esempio, chi ha una concezione negativa di sé stesso si focalizza solo sui propri difetti e si percepisce non amabile, incapace, fallito, stupido, brutto, debole o cattivo. Alcuni esempi sono: “Sono un totale fallimento!”; “Mia madre mi considera una perdente!”; “Di sicuro risulterò antipatica!”; “Nulla mi va bene!”; “Quello che ho fatto non conta, tutti sarebbero in grado di farlo!”. Ci sono, inoltre, alcuni comportamenti tipici delle persone depresse che favoriscono lo sviluppo di circoli viziosi e che, dunque, mantengono nel tempo l’umore depresso: questi comportamenti, riducendo la produttività lavorativa, il contatto con nuove esperienze e le attività ricreative, riducono anche la probabilità di provare emozioni piacevoli e di modificare le idee negative su se stessi, sul mondo e sul futuro. Alcune persone depresse, ad esempio, sperimentando molta fatica nell’affrontare le incombenze quotidiane (es. pagare le bollette, chiamare l’idraulico, far revisionare l’automobile), iniziano a rimandarle; in questo modo iniziano a sentirsi maggiormente incapaci e fallite. Questo evitamento mantiene la depressione in quanto non permette alla persona né di sperimentare brevi stati mentali positivi (es. un leggero senso di efficacia personale), né di verificare che, nella realtà, non è così incapace come pensa di essere. Spesso accade anche che le persone depresse, provando apatia e disinteresse per la maggior parte delle cose, smettano di uscire, evitino il contatto con le altre persone e trascorrano molto tempo libero in attività passive come guardare la televisione e stare a letto, rimuginando sui propri problemi ed assillando amici e conoscenti riguardo ad essi. Anche tali comportamenti, sono fattori di mantenimento della depressione in quanto impediscono alla persona di vivere esperienze gratificanti.

Fine della prima parte….la prossima settimana, troverete informazioni su cosa bisogna fare, quali sono i passi previsti dalla psicoterapia e la farmacoterapia, e notizie in merito alle ricadute. La cosa migliore che puoi fare, sarà la cosa giusta. La cosa migliore che puoi fare sarà la cosa sbagliata. La cosa peggiore che puoi fare è non fare nulla….

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Studio di psicologia dott.ssa Veronica Benincasa

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