La storia di un uomo anonimo, anche sottomesso, che vi terrà incollati fino all’ultima pagina

di Oriana Giraulo

Ognuno di voi, avrà sicuramente sentito parlare, almeno una volta, di questo libro. Un libro con una storia controversa, pubblicato per la prima volta in America nel 1965, vendendo pochissimo ed andando presto fuori catalogo. Il libro fu ristampato negli Stati Uniti nel 2003 ma anche quella volta non ottenne un grande successo, successo che arrivò solo tra il 2012 e il 2013 quando fu pubblicato in molti paesi europei ottenendo ottime recensioni dagli scrittori più famosi. William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? La verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. Buona Lettura!

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