Lo Stato faccia prima

di Andrea Pellegrino

« Che lo Stato faccia prima della criminalità». Il rischio c’è e contenerlo è uno degli impegni che si sono assunti le associazioni anti-usura e anti-racket, gli ordini professionali e le stesse Prefetture, tra cui quella di Salerno. Gli effetti della crisi economica, per ora sono minimi e si prevede che tra non molto potrebbero essere devastanti. I primi campanelli di allarme sono già squillati. Poi ci saranno i licenziamenti – bloccati fino a luglio – poi lo stop alle agevolazioni statali e quindi un primo bilancio delle attività post quarantena e blocco totale. Solo tra qualche mese, insomma, si potrà delineare ciò che il Covid ha provocato sull’economia del nostro Paese e, in particolare, quali saranno gli effetti sulle casse degli enti pubblici e di conseguenza sui servizi. Quante famiglie resteranno senza reddito, quanti negozi abbasseranno la propria saracinesca, quante imprese dovranno cedere il passo. Ed anche quante speculazioni avranno ulteriormente leso il tessuto produttivo ed economico dei nostri territori. C’è chi già bussa alle imprese in difficoltà. Perlopiù cinesi pronti a prendersi quel che resta a costi stracciati. Poi la criminalità, forte e con una liquidità immediata che potrebbe far gola a quanti non riescono ad accedere ai canali ufficiali. La burocrazia bancaria, le mille carte e l’indecisione governativa, unita alla principale mancanza di soldi pubblici, di certo non rendono una tranquilla ripartenza a quanti da qualche settimana si sono rimessi in cammino. L’emergenza Covid ha, allo stato, insegnato ben poco. Il groviglio di carte, autorizzazioni, bolli e tasse, è rimasto uguale a qualche mese fa. Con l’aggravante di uno smart working pubblico che ormai dura incontrastato, nonostante il settore privato si sia rimesso in moto in loco. Se prima rivolgersi ad un ente pubblico era difficoltoso, oggi è quasi impossibile in considerazione dello smantellamento dei vari settori e il trasferimento di postazioni e uffici nelle abitazioni dei rispettivi dipendenti. Piccole o grandi difficoltà che non agevolano la ripartenza e che preoccupano le associazioni e gli stessi ordini professionali che lavorano a stretto contatto con le oggettive peripezie burocratiche dei loro assistiti. Ne usciremo migliori, andrà tutto bene, si disse nei giorni dell’Italia zona rossa. Ad oggi, però, nulla è andato come auspicato.

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