Lombardia, la surreale affermazione di Fontana, presidente della Regione

“Maldestro tentativo di riparare ad evidente errore accompagnato da una patetica bugia”

di Walter Di Munzio

L’ultima dalla Lombardia, a dire di Report, è la surreale affermazione di Fontana su una fattura per acquisti di presidi sanitari alla società della moglie e del cognato per un ordine di oltre mezzo milione di euro a trattativa diretta. Il classico “non ne sapevo nulla” a cui è seguito un più originale “ci siamo sbagliati … era una donazione” a cui è seguita l’immediata richiesta di poter ritirare la relativa fattura già emessa da tempo. Maldestro tentativo di riparare ad un evidente errore accompagnato da una patetica bugia. Ne sono seguite minacce di denunce a giornalisti e organi di informazione di grande diffusione che hanno dato la notizia con dovizia di particolari tentando di unificare la popolazione contro l’aggressione esterna. Ma si sa tutto è propinabile quando il potere si caratterizza per incompetenza e sfacciata onnipotenza. I lombardi non meritano tutto questo. Non meritano amministratori di tal fatta che mai, nemmeno una volta, hanno accennato ad una qualche autocritica per i macroscopici errori compiuti nella gestione di questa pandemia. Il più scaltro Zaia, che aveva iniziato sulla stessa linea di Fontana, ha subito cambiato direzione appena è risultata evidente la insostenibilità di quella linea di condotta, potendo però utilizzare un sistema sanitario regionale profondamente diverso e orientato anche alla medicina territoriale, meno generoso nella fase di programmazione con politiche di privatizzazione selvaggia nell’uso delle risorse destinate alla salute pubblica. Si sa la prevenzione costa e a volte può sembrare uno spreco perché non produce ritorni immediati o margini di guadagno utilizzabili, ma effetti visibili solo in tempi lunghi e di fronte ad eventi estremi, che un SSR deve pur mettere in conto, soprattutto quando anche le pietre sanno che è in atto un radicale cambiamento climatico del pianeta. Un po’ come teorizzare che investire in presidi antisismici o di consolidamento delle scuole, delle strade e dei ponti non serve a nulla solo perché in questo momento il tempo è bello e così si prevede che sia nei prossimi due o tre mesi. E allora meglio investire in politiche dal ritorno economico immediato, per poi trovarsi di fronte ad un devastante alluvione, affermando che è stato un evento estremo che non poteva essere previsto o che è colpa del Governo o dell’Europa. Sfortuna quindi non incompetenza. E ora che a distanza di mesi i numeri di quella regione scendono ancora troppo lentamente, si rischia tutti di subire nuovi stop o di non poter riaprire al turismo estero perché mancano le garanzie minime di controllo della epidemia e ancora una volta, contro ogni evidenza, si inveisce contro il nemico esterno senza modificare alcun comportamento o avviare una discussione critica. In questo modo è chiaro non si correggono gli errori e si persevera in atteggiamenti a rischio. Mi chiedo cosa sarebbe potuto accadere nel caso di atteggiamenti meno responsabili di popolazione e operatori sanitari. Ma veramente qualcuno può pensare seriamente di poter ancora rivendicare un primato fallimentare e dobbiamo, in aggiunta, subire ancora Formigoni e soci dare lezioni su come si spendono bene le risorse pubbliche e su come si organizza la migliore sanità del mondo. Non si può attribuire a questi personaggi che, tra l’altro, hanno abbondantemente tratto personali benefici, gli eccellenti risultati di professionisti e strutture pubbliche e private del nord Italia a fronte di una politica orientata solo a distribuire risorse a strutture private senza investire adeguatamente in politiche di protezione delle fasce più deboli della popolazione. Eppure è possibile fare entrambe le cose, è stato fatto, basta solo essere attenti a non prosciugare tutte le risorse e destinare quote accettabili alla medicina territoriale e alla prevenzione. Come d’altronde impongono anche le norme vigenti e come ormai sostengono quasi tutti i tecnici interpellati. Ferruccio De Bortoli sull’Huffington Post si chiede, da orgoglioso milanese, “perché si è diffuso un dilagante spirito anti lombardo nel paese a fronte di una realtà affermatasi nel mondo”. Ma è chiaro che il problema non è quello di una puerile rivalsa contro un nord più bravo, più ricco, più ordinato e capace ma che ha sempre proclamato il suo disprezzo verso il sud e i suoi abitanti. Il problema è quello dell’arroganza che acceca, che non fa imparare dagli errori e che fa perseverare in comportamenti evidentemente sbagliati senza riuscire a porre rimedio a quelle scelte che, in sanità, hanno prodotto i disastri che stanno sotto gli occhi di tutti. Ho ascoltato in questi giorni, come molti, le strazianti narrazioni di molti figli e parenti di anziani morti in questi mesi, una strage annunciata e certamente la Magistratura saprà individuare le responsabilità reali, senza confondere tra errori commessi a causa di stress da emergenza e colpevoli interessi privati. È necessario verificare cosa si a realmente accaduto e ripartire subito. Lo dobbiamo ai morti, lo dobbiamo a chi è sopravvissuto, lo dobbiamo al paese che merita la comunità che abbiamo ammirato in questa dolorosa emergenza per la sua serietà e disciplina.

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