Coppi-Bartali, una sfida nella guerra Le nuove attenzioni al comparto ciclistico

di Matteo Maiorano

Vito Addesso, presidente Ciclistica Salernitana: “Mille avventure in sella alla nostra amata bici”

“In attesa del secondo trasmettiamo musica da ballo”. Poche semplici parole, pronunciate dal radiocronista Nicolò Carosio, all’arrivo sul traguardo di Fausto Coppi alla Milano-Sanremo del ’46. Il ciclista scavò una voragine tra sé e gli inseguitori di 14 minuti. L’appuntamento, seguito da milioni di italiani, rappresentò il sorriso di un’Italia che stava lentamente provando a tirarsi su dalle macerie degli ordigni bellici. Il Campionissimo contrapposto a Bartali, l’agonismo e la passione, la paura e il futuro. L’evento rappresentò il lento ritorno alla normalità, uno spartiacque tra due epoche che in comune avevano solo il timore dell’incertezza.

PRESENTE – Oggi il covid, allora il confitto bellico tra le potenze mondiali, ha ridisegnato la geografia sportiva del Belpaese: gli eventi a due ruote sono stati riposizionati sull’agenda. La Sanremo a ridosso di Ferragosto rappresenterà il simbolo della ripresa, nonostante le polemiche sui privilegi del Tour de France, posto davanti ad altri eventi dalle attenzioni dell’Uci. Vito Addesso, presidente del gruppo Ciclistica Salernitana, in occasione del lockdown ha messo in garage la sua amata bicicletta. Ora non vede l’ora di tornare in sella: “Sarà un’emozione particolare. Abbiamo vissuto con apprensione questo delicato momento. L’allenamento sarà fondamentale per tornare in salute dopo settimane di chiusura”.

CICLISTICA SALERNITANA – Il gruppo, fondato nel lontano 2000, conta oggi 40 membri: “Prima di tutto amici, poi amatori della disciplina più bella del mondo”. Venti anni fa, attorno alla figura di Salvatore Avallone, proprietario di una delle attività più apprezzate del settore, nacque la Ciclistica Salernitana: “E’ stato un modo per ricordare il nostro amico Nicola Romano. Amico di pedalate su e giù per l’Italia, venne tragicamente a mancare due decenni fa a seguito di un tragico incidente stradale. La sua figura incarnava i valori dello sport”. Andare in bici, soprattutto a Salerno, è metaforicamente uno slalom tra auto e strade dissestate.

TRACCIATI SALERNITANI – La ciclovia che collega Salerno e Agropoli versa oggi in uno stato di abbandono e incuria che ne hanno inevitabilmente compromesso il transito per le biciclette: “Divenne in poco tempo un fiore all’occhiello del Mezzogiorno, ma una vera manutenzione non c’è mai stata”. Il cordolo di legno che separa il tratto destinato alla circolazione dei veicoli a motore e le bici è consumato, a tratti assente. La strada, dove oggi crescono sterpaglie di ogni genere, non è percorribile: “Sarebbe stato meglio realizzare un tracciato smart, che avrebbe permesso di non ridurre il tratto di carreggiata. Un’apposita segnalazione orizzontale e verticale sarebbe stata sufficiente per evitare una serie di problematiche che, soprattutto all’altezza di Capaccio, Eboli e Pontecagnano, hanno reso impercorribile il tratto”. Molteplici le tappe che hanno segnato la storia del gruppo salernitano: “Salerno-San Marino in tre giorni, ma anche Assisi, Firenze e Roma. Giornate indimenticabili in sella alla nostra amata due ruote”.

SGUARDO AL FUTURO – La speranza è che, ridotto in misura considerevole l’inquinamento da Co2 in tutta la penisola, l’Italia consideri il ciclismo, oltre che un fatto sociale, anche un’occasione per tornare a respirare aria pulita, promuovendo incentivi che permettano da un lato agli amanti del comparto di pedalare in maniera sicura, dall’altro di promuovere il trasporto pubblico, a spese dell’utilizzo di veicoli ad elevato impatto ambientale.

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