DAGLI ANNI OTTANTA AL 2020 Il tetris (umano) per il post pandemia

L’IDEA/ CARPINELLI, MILONE E CONTENTE DI KIN ASSOCIATI

di Brigida Vicinanza

È un ritorno al passato e uno sguardo concreto al futuro (non troppo lontano). È questo il filo conduttore che ha unito avanguardia e innovazione con la semplicità razionale dell’organizzazione degli spazi. E come fare a prepararsi alle nuove distanze sociali se non “dividendo” gli spazi pubblici pur riunendo tante persone, preparandole a tanti attimi di spensieratezza comune? Ci hanno pensato tre giovani architetti salernitani. E parte proprio dallo studio “Kin Associati” l’idea del “Tetris” negli spazi pubblici. Lo studio di architettura, composto da tre cugini, unisce l’amore per la professione, la condivisione ma soprattutto l’intelligenza della progettazione con l’estetica. Ed è proprio unendo il fattore estetico con la necessità dei tempi che corrono che i tre architetti hanno immaginato una soluzione low cost anche per il Comune di Salerno. “Entrati nella fase 2, l’intera popolazione deve rispettare le nuove regole sanitarie che talvolta si scontrano con il pragmatismo della realtà – spiegano i tre salernitani Gioacchino Carpinelli, Pier Paolo Contente e Serafina Milone – Inoltre l’esigenza di dover far rispettare le normative ha fatto in modo di trovare condizioni e adeguamenti che ci ricordano di stare lontani dagli altri per evitare ulteriori contagi. A questi scenari va aggiunto un altro nuovo importantissimo concetto, quello del distanziamento sociale, che ha ridisegnato e ridimensionato le nostre abitudini quotidiane e i nostri spazi, così come le geografie di paesaggi e città. Come possiamo “organizzare” uno spazio pubblico destinato ad accogliere tante persone, che a loro volta devono rispettare le regole del distanziamento sociale? Che alternativa originale possiamo offrire alla comunità considerata la miriade di proposte progettuali su questo tema? Come possiamo coinvolgere emotivamente un fruitore senza sottolineargli i pericoli e le paure della pandemia?” Ed è proprio da queste domande che si è accesa la lampadina “made in Salerno”. “Per rendere immediatamente comprensibili le regole e per rispondere ai quesiti che ci siamo posti abbiamo pensato ad una soluzione semplice e low cost, optando per un linguaggio grafico e fortemente iconografico. A tal proposito la nostra proposta – spiegano – è un esempio di design di distanziamento sociale in luogo pubblico ispirata al noto videogioco russo Tetris, cult degli anni ’80. Abbiamo pensato ad aree destinate al relax basate sulle geometrie del gioco, dove ogni singolo “pezzo”, chiamato tetramino, è un’area composta da quattro moduli ognuno dei quali ha dimensioni pari a 2,5 m x 2,5 m; le aree sono realizzate con pittura colorata ecologica per manti erbosi. Posizionabili all’interno di un qualunque spazio pubblico, i vari tetramini riporteranno alla mente l’organizzazione e le combinazioni del videogioco originale pur mantenendo la distanza di almeno un modulo (2,5ml). Lo spazio pubblico, quindi, risulterà organizzato in aree colorate distanziate tra di loro e in grado di garantire una totale sicurezza nel godersi l’aria aperta e il tempo libero all’interno del “proprio” tetramino che potrà essere scelto per la sua forma o il suo colore e non potrà che rievocare, ai più nostalgici, il famoso videogioco”. Dunque, i costi? Sono quelli di un pennello e di vernici colorate adatte ai manti erbosi. Manutenzione? Semplicemente uguale a quella di un campo da calcio. Ricalcare le linee e il gioco è fatto. In tutti i sensi. E proprio l’idea di Gigi, Pippo e Sara (i tre soprannomi dei cugini architetti) potrebbe essere funzionale per i parchi cittadini, sia quello del Mercatello che il Parco Pinocchio della zona Irno. Anche il progetto dei tre sarebbe assolutamente in forma gratuita: “Lo abbiamo pensato proprio per ovviare al problema del distanziamento sociale e vogliamo regalarlo anche al Comune di Salerno qualora lo ritenesse funzionale alle esigenze della città – ribadiscono – e siamo pronti ad aprire un confronto e un dialogo per la fattibilità”. Dunque, è made in Salerno l’avanguardia, ma soprattutto la soluzione al “futuro” incerto post-pandemia è nelle mani dei giovani.

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