ITALIA VIVA RITROVA DE LUCA«Una lista all’altezza della sfida»

Tommaso Pellegrino: «Ci saremo alle prossime Regionali ma anche alle elezioni comunali»

A SALERNO CITTÀ NASCE IL GRUPPO CONSILIARE CON DONATO PESSOLANO

di Oriana Giraulo

E’ divenuto in poco tempo l’ago della bilancia nelle decisioni più importanti del Governo: Italia Viva, il neopartito del leader Matteo Renzi non arresta la sua crescita e anzi vanta già un numero importante di consensi tanto da annunciare la creazione di liste in tutte le Regioni chiamate al voto. I primi ad essere contattati, gli amministratori locali, quali risorsa indispensabile che collega i bisogni del territorio e contenitori di istanze cittadine sempre meno ascoltati ma che puntano ad avere un ruolo estremamente importante in questo nuovo asset. Ed è proprio in questa ottica che come coordinatore provinciale di Salerno è stato nominato il sindaco di Sassano Tommaso Pellegrino che riveste questa carica insieme ad Angelina Saggese. Politico per passione, medico chirurgo per professione, Pellegrino ci ha sempre messo la faccia con ottimi risultati diventando nel 2006 deputato della Repubblica Italiana nella circoscrizione XIX Campania per la Federazione dei Verdi. Esponente di spicco, oggi, di Italia Viva sottolinea l’evoluzione del neopartito renziano e di come potrebbe fare la differenza nella prossima competizione regionale.

Quali sono i punti di forza del programma di Italia Viva?

“Uno dei punti di forza di Italia Viva è sicuramente la concretezza delle sue idee che vengono non solo annunciate la anche messe in pratica. Una su tutte è la parità di genere, tanto sbandierata ma solo Italia Viva schiera nelle classi dirigenti e nei ruoli di partito sempre un uomo ed una donna, una parità di genere che si concretizza con i fatti. Altro fattore importante è un progetto con una visione al futuro affrontando uno dei temi principali per questo paese e cioè la sburocratizzazione dell’Italia e la semplificazione di alcuni processi che impantanano il nostro Paese. Italia Viva è quella realtà che non ha problemi a mettere in campo una progettualità che coinvolga giovani e amministratori, primo baluardo della nostra politica. Italia Viva è questo e tanto altro, oggi è una realtà giovane innovativa e dove ci può essere un confronto sui temi culturali. Un posto dove potersi confrontare e dove non vengono dimenticati temi importanti quali la ricerca e l’ambiente ma affrontandoli con modernità. Siamo stati gli unici a parlare dei temi della salute valutando i singoli bisogni e non strumentalizzandola. Quando parliamo di salute dobbiamo essere seri, la salute riguarda i servizi, la tutela e non si può affrontarla solo trattandola a livello economico. Italia Viva ha una carta dei valori che tutti coloro che aderiscono devono conoscere e leggere”.

Italia Viva scenderà in campo con delle liste in tutte le Regioni che sono chiamate al voto, tra questi anche la Campania, possiamo fare i primi nomi?

“Italia Viva c’è e ci sarà alle prossime Regionali, ci saremo anche in alcune realtà comunali. A Salerno abbiamo, con una conferenza stampa, presentato Donato Pessolano, che ha aderito al nostro progetto. Stiamo lavorando per cercare una lista con una condivisione progettuale per dare il nostro contributo al territorio campano e rispondere concretamente alle esigenze delle persone. Questo sarà possibile sono avendo un legame forte con i territori e da qui nasce la volontà di ripartire proprio da questi con l’adesione di un consigliere comunale, prima manifestazione post Covid, per poter difendere le istanze della gente. I nomi verranno presentati tutti insieme al momento della presentazione della lista”.

Qual è il rapporto tra il presidente De Luca e Renzi, leader del partito?

“I rapporti sono assolutamente buoni e rilassati, e per questo abbiamo scelto di sostenere De Luca. Le personalità di entrambe sono molto forti e di carattere e questo a volte fa pensare che il confronto possa essere sinonimo di scontro. E’ assolutamente il contrario. Renzi è sintesi di democrazia con un confronto che non vuole creare polemica ma volto a costruire qualcosa di concreto ed importante per il futuro del nostro Paese. Va bene la critica ma costruttiva”.

Il centrodestra fatica a trovare il nome che sia la giusta sintesi. Questa indecisione avvantaggia il centrosinistra?

“Noi dobbiamo pensare a costruire la nostra coalizione pensando all’idea che abbiamo di Regione nei prossimi cinque anni. Noi vogliamo dare il nostro contributo a livelli programmatici per lavorare in maniera sinergica e dare una mano in questa ottica. Dobbiamo restare concentrati su di noi ed invitare le persone a scegliere non per contrarietà ma per condivisione. Noi in Italia esprimiamo consensi spinti da sentimenti di antipatia o simpatia, in politica non è più possibile fare questi ragionamenti”.

Come, secondo lei, il Governo ha gestito la pandemia, sia prima che dopo?

“Nella fase iniziale così complessa e critica non era semplice operare. Esprimere delle critiche in quella fase è troppo semplice. Adesso parlando di una fase successiva ci sono sicuramente delle scelte che non trovano il nostro appoggio. Penso ad un Ministro dell’Istruzione che vuole far ripartire la scuola chiudendo i ragazzi in dei box di plexiglas, penso al fatto di non aver sfruttato questo periodo per far ripartire i cantieri che si traduce in ripartenza economica. Abbiamo bisogno di un piano shock, come dice Renzi, per far ripartire questo Paese. Bisogna creare maggiore armonia tra i provvedimenti a volte scollegati tra di loro”.

Fase 3: per De Luca sembra che sia iniziata la fase delle inchieste e delle rendicontazioni. Queste indagini potrebbero minare l’attuale vantaggio che sembrerebbe avere nei sondaggi?

“Io rispetto tantissimo il lavoro dei giornalisti, ma c’è modo e modo di fare inchieste. Io rispetto tutte le posizioni, ma le persone hanno l’intelligenza per giudicare e capire il lavoro fatto sia ora in una fase acuta ma anche nel passato e valutare soprattutto quello che si vorrà fare in futuro per la Regione. Tutti possiamo sbagliare ma conta anche la buona fede e valutare il momento esatto in cui sono state fatte determinate scelte. Il momento non era semplice, era un momento critico, quando non si sapeva come si sarebbe comportato il contagio in Campania. Con il senno del poi è tutto più semplice”.

Elezioni a settembre, cosa ne pensa?

“Data travagliata, ma la accettiamo. Settembre è la giusta mediazione tra l’estate ed ottobre inoltrato, periodo in cui non sappiamo l’evoluzione del virus ma sicuramente vi saranno le prime ondate influenzali che potrebbero mettere comunque in allerta il sistema”.

Qual è il futuro di Tommaso Pellegrino?

“In questo momento la cosa meno importante è il mio futuro. Continuerò a fare il mio lavoro, la politica per me è solo passione ed è importante che, questa, sia fatta da persone perbene e che io con il mio compito ed il mio impegno possa contribuire a far sì che il futuro dei miei figli venga messo nelle mani delle persone giuste. Bisogna metterci la faccia e sentire la responsabilità di determinate scelte. Io amo il mio lavoro, amo essere medico chirurgo, e continuerò a farlo perché il mio punto di forza è quello di non vivere di politica. Io programmo poco per non avere delusioni, lavoro a prescindere e poi con il tempo vedremo, oggi mi preoccupa e mi impegna la realizzazione di una lista che sia all’altezza delle sfide future”.

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