La partita di Salvini in Campania

Matteo Salvini vuole giocarsi la partita in Campania. E lo vuole fare direttamente, stile Emilia Romagna, contro Vincenzo De Luca. Un tempo si punzecchiavano ma non troppo, quasi a lasciar presagire un patto di desistenza, dopo baci, abbracci, visite al comune di Salerno e complimenti vari a Fontana &C. Da qualche tempo lo scontro si è acuito, al punto che Salvini in Campania interviene su tutto, offuscando qualsiasi altro leader locale che dovrebbe essere impegnato in prima persona nella sfida per la conquista di Palazzo Santa Lucia. Nella mente di Matteo Salvini c’è, probabilmente, considerata la resistenza del segretario leghista al tavolo delle trattative del centrodestra, l’intenzione di essere il protagonista indiscusso della prossima campagna elettorale. Non tanto per le sorti della Campania quanto per una sua partita a scacchi a livello nazionale. Così spinge su Tommasetti o su Nappi, pone veti su Caldoro e Martusciello, non sblocca Fitto in Puglia. Insomma tiene in ostaggio quasi tutte le regioni che a settembre saranno chiamate al voto. La formula, già utilizzata con Bonaccini, non è che abbia dato i suoi risultati. Anzi la Lega si è dovuta intestare, sostanzialmente, la sconfitta in Emilia Romagna. Scenario, considerati i tempi e modalità, che potrebbe essere bissato anche in Campania. Unico vantaggio, anche in caso di sconfitta, potrebbe essere legato alla voglia di piazzare una semplice bandierina – anche all’opposizione – nella terra che è stata sempre esclusiva (almeno all’interno del centrodestra) di Forza Italia, indebolendo, così, sempre di più – a livello nazionale – il partito del Cav., che dalla sua non ha neppure più l’età, oltre che un sempre più pesante allontanamento dalla scena politica pubblica e anche dalle decisioni strategiche, come quelle elettorali.

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