Addio Prati, leggenda del calcio di cui abbiamo (già) tanta nostalgia

di Matteo Maiorano – Neanche il tempo di salutare Mario Corso che lo sport italiano deve dire addio ad un’altra leggenda. E’ spirato all’età di 73 anni, a Catania, Pierino Prati: il talento di Cinisello Balsamo, era un’icona dello sport. L’ex Salernitana ha vestito in carriera le casacche, tra le altre, di Milan e Roma, vincendo praticamente di tutto: due coppe dei Campioni sotto la guida di Nereo Rocco, a cui va aggiunto un Europeo (l’unico, ad oggi) con la Nazionale Italiana di calcio nel ’68 e un secondo posto due anni dopo nella spedizione di Messico ’70. La peste, come era amorevolmente soprannominato l’attaccante lombardo, spiegò le ali all’ombra del Vestuti nel ’65, dopo un prestito che gli permise di consacrarsi tra i professionisti. Fu Bruno Somma, all’epoca segretario della Salernitana, a destinarlo alla corte di Tom Rosati. Gli bastò una stagione per entrare nei cuori dei sostenitori granata. Esempio dentro e fuori dal campo, grazie alle sue dieci reti la Salernitana riuscì a tornare in cadetteria dopo le memorabili apparizioni targate Viani a cavallo degli anni ’40. Era il simbolo di un calcio, quello degli anni ’70, caratterizzato dai pochi sponsor, palloni di cuoio e tanta gavetta. Guascone, atipico, come amava definirlo Cabrini, sarà per sempre un’icona del calcio che tanto abbiamo amato. E che vorremmo tornare a rivedere.

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