Inchiesta Cooperative al Comune di Salerno: acquisizione atti e avvisi di garanzia

Cooperative di Salerno finite nuovamente sotto la lente di ingrandimento della Questura. La Digos bussa a Palazzo di Città dove pare che siano stati acquisiti atti e documentazioni. Inoltre pare siano stati emessi primi avvisi di garanzia. L’accusa è quella di turbativa d’asta. L’argomento torna nuovamente al centro delle inchieste giudiziarie, dopo che la gestione di queste ultime era stata più volte denunciata in passato dal consigliere Giuseppe Ventura.

AGGIORNAMENTI:
Otto avvisi di garanzia e acquisizione di atti a Palazzo di Città. Sono i primi provvedimenti dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Salerno, coordinata dal pm Cosentino, sulle cooperative affidatarie di servizi comunali. Sul registro degli indagati sono finiti alcuni rappresentanti delle coop e dirigenti comunali. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono i bandi, gli affidamenti da parte dell’amministrazione comunale e i servizi resi dalle singole cooperative cittadine. Tutto nasce da una articolata segnalazione del consigliere comunale dei Davvero Verdi Giuseppe Ventura che in più occasioni, anche in aula consiliare, ha denunciato anomalie rispetto alla gestione delle coop cittadine affidatarie di servizi pubblici, tra cui manutenzione di aree pubbliche e gestione del verde pubblico. Una inchiesta, quella della Procura della Repubblica di Salerno, che è partita già qualche mese fa ma anche ha portato i suoi primi provvedimenti. La notifica degli avvisi di garanzia e la contestuale acquisizione di atti amministrativi comunali sarebbe avvenuta già da qualche giorno da parte degli agenti della squadra mobile della Questura di Salerno. Al vaglio ci sono le attività delle coopertive e i suoi dipendenti e i riscontri su somme e servizi richiesti dall’amministrazione comunale. L’ipotesi di reato, al momento, contestata agli indagati sarebbe quella di turbativa d’asta.

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