Guerriglia a Mondragone, tra l’avanzata del Covid e lo scontro politico

Il governatore De Luca sotto attacco delle opposizioni, da Caldoro a Ciarambino

E’ guerriglia a Mondragone ed è scontro politico su tutti i fronti. Il focolaio Covid conta 49 contagiati, tutti bulgari, alcuni irreperibili, residenti nei palazzi Ex Cirio, divenuti zona rossa. Da stamattina un gruppo di italiani presidia la zona, dopo la fuga di alcuni bulgari. Diversi scontri si sono registrati fino a qualche ora fa. Uno dei residenti in quarantena ha lanciato una sedia contro i manifestanti che hanno risposto lanciando sassi contro vetture parcheggiate e distruggendo vetri. Alcuni hanno anche provato a sfondare il cordone di forze dell’ordine per entrare in contatto con una persona che inveiva contro di loro. Un agente è rimasto lievemente ferito. I manifestanti hanno anche bloccato la Domitiana impedendo il transito di in entrambe le direzioni.
Intanto De Luca chiama il ministro dell’Interno e chiede l’esercito, l’opposizione, invece, si scaglia contro il governatore. «Sono gravissime le responsabilita’ della Regione e dell’unita’ di crisi», dice Stefano Caldoro. «Assenze, omissioni ed inadeguatezza quando si interviene», rincara l’ex governatore della Campania.
Da due giorni il sindaco di Mondragone chiede rinforzi: «Appena due giorni fa rappresentavo al questore di Caserta l’insufficienza delle risorse umane impegnate per il rispetto dell’Ordinanza Regionale; il Questore affermava la mia incompetenza in materia». Incalza Valeria Ciarambino del Movimento 5 Stelle: «Quello che sta accadendo in queste ore a Mondragone è l’epilogo di quanto avevamo denunciato fin dal primo giorno, quando con i nostri attivisti sul posto abbiamo dimostrato l’assoluta assenza di qualunque forma di controllo. Non è stata messa in campo alcuna misura di carattere sanitario, né è stato previsto il coinvolgimento, che sarebbe stato più che opportuno, della Protezione civile. E’ la dimostrazione che le ordinanze di De Luca sono solo spot sulla carta, conditi da metafore buone per le sue dirette e per ispirare le gag di Crozza, e che se in questa regione stiamo uscendo da questa emergenza non con le ossa rotte, è solo per il senso di responsabilità dei nostri cittadini. Bisognava prevedere una task force operativa sul territorio, con mediatori culturali ed esperti che intervenissero anche sul piano sociale, oltre che su quello sanitario. E non parliamo con il senno di poi, ma in linea con una delle tantissime proposte che abbiamo prodotto nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria».

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