MICHELE BUONOMO SI CANDIDA «Su Fonderie serve coraggio»

L’ex presidente di Legambiente Campania sarà in campo in una lista a sostegno di De Luca

«Accetto la sfida. Porto i temi che mi impegnano da sempre e meritano attenzione»

I punti programmatici? «Per me sono ‘le milioni di rivoluzioni dal basso’ o le ‘rivoluzioni tranquille’». Gli impianti di rifiuti? «Vanno costruiti con le migliori tecnologie e gestiti con il massimo del rigore che richiede qualsiasi opera pubblica»

di Brigida Vicinanza

Da Legambiente alla politica regionale. Quella di Michele Buonomo – di correre per un posto a Palazzo Santa Lucia alle Regionali 2020 – è una scelta “rivoluzionaria”. Lo stesso Buonomo – infatti – porta in alto quella che è l’idea di “rivoluzione dal basso” su cui punterà l’all-in per entrare al Consiglio Regionale tra le file dell’esercito del governatore Vincenzo De Luca. Sarà in campo proprio con il governatore uscente per la chiamata alle urne di settembre postemergenza Coronavirus. Ma nonostante la scelta dettata dal “cuore”, quest’ultima pare sia passata comunque al vaglio di qualche polemica di troppo. Ma lo stesso Buonomo è pronto alla sfida, anche se non è nuovo a quelle “battaglie” soprattutto ambientali, sul territorio campano.

Michele Buonomo scende in campo, in politica e alle Regionali 2020. Quali sono le motivazioni alla base di questa scelta?

“Ho deciso di accettare la sfida, che molti mi proponevano da anni, per provare a portare nel parlamento regionale i temi sui quali sono impegnato da sempre e che meritano maggiore attenzione legislativa e politica: ambiente, territorio, lavoro. In sintesi, green economy ed ecologia sociale”.

Affiancherà il Governatore uscente, Vincenzo De Luca e correrà insieme a lui per un posto a Palazzo Santa Lucia. Come mai ha scelto di appoggiare proprio la politica deluchiana?

“Non lo chiamerei appoggio, tra l’altro non credo che il Presidente De Luca necessiti di questo, tanto meno da parte mia, ma di tentativo di costruzione di una proposta e di un programma condivisi, che diano voce e spessore a centinaia di esperienze già eccellenti, per un progetto profondamente innovativo”.

Quali saranno i punti programmatici alla base della sua campagna elettorale?

“Le chiamerei “le milioni di rivoluzioni dal basso” o, parafrasando il titolo di un famoso libro, le “rivoluzioni tranquille”. Proporrò cambiamenti destinati ad incidere sulle opere e sull’approccio all’ambiente, al turismo, al lavoro”.

Tanti i punti “scottanti” sul piano ambientale in Campania: termovalorizzatori, risorsa mare, rifiuti. Cosa pensa della gestione negli anni su questi temi?

“Non è di termovalorizzatori che abbiamo bisogno, ma di ridurre i rifiuti e di riciclarli, per valorizzare i materiali. Le nostre città sono vere e proprie miniere urbane, le fonti di approvvigionamento delle aziende dell’economia circolare, nella quale l’Italia è leader europea, davanti anche alla Germania. Sui rifiuti, ma cosa è rifiuto? Solo ciò che non si gestisce correttamente! Dobbiamo fare tesoro dell’esperienza dei Comuni Ricicloni, ormai centinaia nella nostra regione e dei Comuni Rifiuti Free, ovvero quelli in cui si produce meno di 75 kg di indifferenziato pro capite all’anno. Si può e si deve fare meglio e i campani lo sanno fare. Il nostro mare, in termini di balneabilità, è andato migliorando, anno dopo anno, contestualmente alla costruzione e all’ammodernamento degli impianti di depurazione e del reticolo di raccolta dei reflui urbani e industriali. Bisogna intensificare gli sforzi per completare quest’opera ciclopica. A partire dal bacino del Sarno”.

Stir di Battipaglia e impianto di compostaggio di Salerno: una riflessione sulle vertenze e sulla gestione di questi ultimi.

“La città e il territorio di Battipaglia, insieme all’intera Piana del Sele, sono ormai noti in tutta l’Europa, per le eccellenze agricole e zootecniche, come testimonia Fruit logistica di Berlino, la più grande fiera dell’agricoltura mondiale. Vanno dunque liberati dai miasmi e dal sovraccarico di impianti, che devono essere invece re-distribuiti territorialmente secondo le reali esigenze della popolazione salernitana. La costituzione dell’ATO, ovvero dell’ambito territoriale ottimale, che vede la responsabilità di tutte le Amministrazioni Comunali rappresenta la razionalizzazione e la democratizzazione del sistema. Gli impianti di trattamento dei rifiuti organici delle nostre abitazioni sono urgenti e necessari, ma vanno costruiti con le migliori tecnologie e gestiti con il massimo del rigore che richiede qualsiasi opera pubblica, evitando ai cittadini i costi altissimi di smaltimento in altre regioni”.

Campania, terra martoriata, basti pensare alla Terra dei Fuochi e ancor più in piccolo alle Fonderie Pisano di Salerno, con conseguenti vertenze da un lato di lavoratori, dall’altro di cittadini che chiedono da anni maggiori diritti per la loro salute: si potrà arrivare alla risoluzione della problematica soprattutto per quanto riguarda la questione delle Fonderie Pisano? Cosa non ha funzionato fino ad ora?

“La Terra dei Fuochi è una questione nazionale e come tale va affrontata e risolta. Ma accanto alle risorse centrali, lo sforzo risolutivo deve vedere coinvolte le istituzioni, le imprese e i cittadini campani, naturalmente affiancati dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Le Fonderie Pisano invece vanno delocalizzate, senza se e senza ma. Sono incompatibili con un territorio fortemente antropizzato come Fratte. Trasformate in un impianto tecnologicamente avanzato e ambientalmente ineccepibile, potrebbero continuare a stare sul mercato accrescendo la loro competitività con prodotti di maggiore qualità. Il tutto a garanzia delle maestranze e della salubrità del territorio in cui si insedieranno. È un percorso difficile, lo so, ma è l’unica strada percorribile. Serve il coraggio che finora è mancato”.

Da anni a Legambiente: quali criticità ha potuto riscontrare? Cosa c’è realmente da cambiare in questa Terra?

“Le criticità della nostra regione sono sotto gli occhi di tutti, come Legambiente denuncia da anni, attraverso i suoi dossier scientifici e i Rapporti Ecomafia. Abusivismo, illegalità diffusa, ritardi e un certo lassismo hanno avuto pesanti conseguenze sul nostro ambiente. Le due crisi globali, quella economica esplosa nel 2008 e quella attuale, legata al Covid- 19, ci indicano la strada: è necessario fare rotta sui territori, prendersi cura delle persone e dell’ambiente. Ma non partiamo da zero, la Campania è terra di eccellenze e di grandi bellezze. Dedicarsi, farla crescere, renderla un volano, è compito di tutti, della politica in primis”.

Infine, come risponde a quelle “critiche” arrivate dopo l’ufficializzazione della sua candidatura con Vincenzo De Luca?

“Gli incoraggiamenti e gli sproni sono di gran lunga più numerosi delle critiche. Queste ultime, se fondate e non figlie del risentimento e dell’autofrustrazione, le considero, al pari dei primi un aiuto a far bene”.

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