IL FUTURO DELL’INDUSTRIA Visconti:«La professionalità»

Il presidente dell’Asi di Salerno: «Il rinnovo delle richieste di insediamento ci fa ben sperare»

AL VAGLIO ACCORDO CON LA REGIONE CAMPANIA PER RIDUZIONE DEI CONTRIBUTI

I DATI. «C’è un calo della produttività del 12/15 per cento ma ci sono anche in corso dei progetti che non hanno subito cambiamenti». «Nuove piattaforme logistiche nell’interporto di Battipaglia»

di Andrea Bignardi

Migliorare la formazione professionale dei giovani per competere a livello nazionale ed internazionale, ridurre o azzerare i contributi per chi decide di dar vita ad insediamenti industriali sul territorio salernitano nella difficile era del Covid. È questa la chiave del successo per le imprese nel post-Covid per il presidente del consorzio Asi di Salerno Antonio Visconti. L’industria salernitana nonostante la pausa forzata da lockdown proverà a ripartire. Non mancano dati che fanno sperare: al momento, infatti, nessun progetto di nuovo insediamento industriale sembra essere stato minato definitivamente dalla crisi post-Coronavirus.

Presidente, volendo tracciare un bilancio di questi difficili mesi di emergenza, quali sono stati gli effetti del Coronavirus sul comparto industriale salernitano?

“Gli effetti più tangibili sono stati in primis un senso di totale incertezza e di spaesamento per quello che stava accadendo inizialmente sul nostro territorio. Per quanto riguarda le aziende orientate all’export soffriamo di un blocco delle consegne e delle partenze che perdura ancora oggi. L’industria salernitana, non dimentichiamolo, ha di base un importante scambio con paesi comunitari ed extracomunitari. Inevitabilmente le aziende hanno mandato in cassa integrazione i lavoratori e questo ha generato non pochi problemi sotto il profilo socioeconomico. Ma non sono mancati settori come l’agroalimentare che hanno registrato una crescita per via del’incremento delle vendite della grande distribuzione. E poi ci sono state iniziative di riconversione industriale per fronteggiare l’emergenza sanitaria, ma parliamo nel nostro comparto di pochissimi casi di aziende che sono riuscite ad apportare un cambiamento repentino del loro core business per dedicarsi alla produzione di mascherine e più in generale di dispositivi di protezione individuale”.

In termini numerici, quanto ha inciso il Coronavirus sulla produttività delle aziende aderenti al consorzio?

“I dati parziali in nostro possesso parlano di un calo della produttività del 12-15%, ovviamente questo non va letto in maniera omogenea ma complessivamente, tenendo conto della necessità di fare una media tra realtà che hanno perso il 3% e situazioni in cui invece il calo di produzione è andato ben oltre il dato medio. Ciò che invece ci fa ben sperare è che sui progetti industriali in corso non c’è stato sostanzialmente nessun cambiamento: le richieste di insediamento non sono venute meno con la fine del lockdown, questo a testimonianza del fatto che il nostro contesto industriale è fortemente coraggioso.È l’esempio di quanto sta accadendo a Battipaglia con la fase di adozione dell’interporto per impiantare delle piattaforme logistiche in piccola scala secondo quanto già progettato nello scorso anno”.

Come giudica le misure assunte dal Governo e da Palazzo Santa Lucia per il rilancio dell’economia? L’Asi sta portando avanti iniziative autonome per favorire gli insediamenti industriali?

“L’Asi sta intraprendendo iniziative come longa manus del piano socioeconomico della Regione. Palazzo Santa Lucia ha infatti stanziato circa 700.000 euro per ristorare i consorzi di imprese. Siccome il consorzio di Salerno non percepisce, a differenza di quanto accade in altre realtà, canoni periodici, abbiamo stanziato le nostre risorse per la riduzione del 25% degli oneri di insediamento per tutti coloro che hanno deciso di continuare nelle iniziative industriali assunte precedentemente allo scoppio dell’epidemia, che in quelle che saranno intraprese per tutto il 2020. Per tutte le aziende che si sono riconvertite – o che sceglieranno di intraprendere nuove iniziative produttive – per affrontare l’emergenza Covid invece prevedremo l’esenzione totale per il contributo di nuovo insediamento. Siamo l’unico consorzio della Regione Campania a prevedere sconti così ingenti per aiutare le nostre imprese a portare avanti le proprie iniziative”.

In un contesto dinamico e competitivo come il nostro si pone il problema della disoccupazione giovanile. Come fronteggiarlo?

“L’obiettivo della nostra industria deve essere quello di accrescere le competenze professionali dei giovani in modo che le aziende acquisiscano risorse umane in loco di cui necessitano, perché oggettivamente mancano soprattutto in contesti come il nostro. Da questo aspetto emerge che la scuola e la formazione professionale non sono adeguate agli effettivi fabbisogni delle aziende. La regione ci sembra molto attenta ai problemi reali, per questo abbiamo attivato uno spazio lavoro presso la Camera di Commercio che possa agevolare il matching tra domanda e offerta di lavoro. Ciò accade di fatto consentendo alle imprese di avere uno sportello che possa essere utile per far sentire la propria voce. Si tratta di un progetto partito su iniziativa della regione e sperimentato in primo luogo nell’interporto di Nola, a cui anche Salerno ha scelto di aderire. Favorire la cultura d’impresa è coordinato e subordinato alla cultura del lavoro. L’impresa esiste nella misura in cui crea lavoro sul nostro territorio, e per questo motivo va incentivata ed aiutata, proprio con lo scopo di riuscire a competere con gli stakeholder nazionali ed internazionali e ad affrontare le sfide che il mercato impone”.

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