Sonia Senatore lascia Forza Italia

di Andrea Bignardi

C’è una brutta aria in Forza Italia Salerno che vede l’abbandono di uno dei volti storici del partito cittadino. Da sempre impegnata nel sociale e figura presente sui territori Sonia Senatore decide di lasciare Forza Italia. Una decisione sicuramente sofferta che arriva subito dopo la conferma dei vertici nazionali del candidato a presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. Un lungo sfogo che potete leggere di sseguito.
“In Campania non saro’ mai complice di un voto “diversamente deluchiano” – Sto rivivendo, con le dovute evoluzioni, quello che già avvenne a Salerno nel 1993 alla vigilia della vittoria di De Luca alle elezioni comunali a Salerno contro Pino Acocella e che ci consegnò “a vita”, allo sceriffo più amato per le doti cabarettistiche che per le qualità di amministratore lungimirante per lo sviluppo economico di un territorio dalle potenzialità strepitose. Ci fu un supporto, più o meno voluto, della destra e del centrodestra a quel “camerata sotto le mentite spoglie di sindacalista” che lo corono’ governatore, spianandogli un’autostrada per la vittoria”. Parole dure quelle sollevate da una “dissidente” ormai ex forzista, Sonia Senatore, già candidata alle scorse elezioni regionali e prima dei non eletti al Senato alle politiche del 2018. La voce di dissenso della dirigente che oggi ricopre il ruolo di coordinatrice regionale del Cad (Centro ascolto del disagio), associazione impegnata nella solidarietà sociale, arriva dopo l’addio al partito azzurro, segnato da una concisa lettera di dimissioni pubblicata anche a mezzo social. “Ho lasciato Forza Italia e ho scelto di non sostenere nessun candidato alle prossime regionali – afferma – Perché si sta ripetendo una storia già vista: non stiamo assistendo ad un reale cambiamento, alla proposta di un’offerta nuova, ma si stanno semplicemente creando le precondizioni, a livello locale e regionale, per un futuro di De Luca a vita! Un centrodestra intento più a rivendicare postazioni e meriti di una eventuale vittoria, piuttosto che impegnarsi nel coordinare strategie e radicamento per posizionare una alternativa di classe dirigente per risollevare le sorti di una regione destinata a tassazione smisurata e treni di sola andata per tanti giovani capaci e professionalizzati. Non è stata, però, la scelta di Stefano Caldoro come candidato a spingere la Senatore ad uscire dalla compagine azzurra. “Certamente sarebbe stata auspicabile una figura più grintosa da poter schierare contro la corazzata deluchiana – ha commentato – Ma non ho nulla di personale contro Stefano Caldoro che è persona valida e che ha dimostrato in più occasioni di essere un buon governatore della Regione. Eppure credo che la sua figura sia stata semplicemente strumentalizzata in vista di una sconfitta quasi annunciata dall’incapacita del centrodestra di mettere in campo proposte concrete e fattive, facendo solo emergere giochi di palazzo e vecchi compromessi”. Vera e propria spina nel fianco del partito è stata la gestione commissariale dello stesso, imposta proprio alla vigilia delle consultazioni regionali. Un commissariamento che non ha mai spiegato ai tanti iscritti e dirigenti le reali motivazioni. “Con Mara Carfagna come riferimento in provincia di Salerno c’è stata un’ organizzazione del territorio con specifici responsabili ed un attivissimo coordinamento provinciale coordinato dall’on. Enzo Fasano, l’unico collegio alle politiche del 2018 ed alla Camera sono stati eletti tre deputati (forse quattro!)Al Consiglio provinciale, poi, Forza Italia ha eletto due rappresentanti e nei comuni dove si è già votato (Pontecagnano ad esempio) Forza Italia ha ampiamente superato la Lega che ora ambisce ad essere il primo partito del Centrodestra. Con l’attuale vice-presidente della Camera abbiamo sempre dimostrato un entusiasmo azzurro sul territoroo, addirittura in controtendenza con i dati percentuale nazionali.Di fronte a questi risultati il coordinamento regionale ha invece pensato di commissariare il partito…lasciando una squadra di rispettabili professionisti e militanti appassionati senza riferimenti e senza un incontro chiarificatore di quanto si stava mettendo in campo sul NOSTRO territorio!”. Non riconoscendomi né nelle modalità e né nella progettualità…ho pensato di fare l’unica cosa che ispira il mio operato territoriale: difendere l’onestà intellettuale che mi rende riferimento credibile della mia comunità.

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