Michele Cammarano (M5S): «Buonomo è un amico ma non condivido la sua scelta»

di Oriana Giraulo

Michele Cammarano ha le idee chiare sul futuro e la consapevolezza del territorio campano. Attivista delle prime ore del Movimento 5 stelle, ha sempre creduto che questo movimento potesse fare la differenza ed ha iniziato a spronare le persone ad impegnarsi e a partecipare attivamente alla vita civile del Paese. La sua determinazione ed il suo lavoro costate ha fatto sì che vi fosse un’importante diffusione proprio del Movimento nel Cilento e in provincia. Oggi è consigliere Regionale e si appresta ad affrontare una nuova sfida elettorale.

Regionali: si parla della candidatura di Michele Buonomo da sempre esponente attivo di Legambiente. Lei è sempre stato attento ai temi legati alla sostenibilità e alla salute ambientale, come vede questa candidatura?

“Non la vedo di buon occhio, Michele Buonomo è un amico con il quale abbiamo affrontato tante battaglie, ma nonostante questo non posso approvare questa sua scelta, assolutamente legittima. Chi si occupa di ambiente dovrebbe essere esterno alla politica ma anzi dovrebbe esercitare costantemente la sua pressione sulle istituzioni per portare a compimento i propri progetti. Quando si entra in politica si vanno ad intrecciare ruoli, percorsi passati che inevitabilmente incidono su quelli futuri. Questo è un meccanismo complesso, ma ognuno è responsabile di se stesso”.

Ciarambino, Caldoro, De Luca nulla è cambiato rispetto a cinque anni fa…

“Esattamente, non avremmo voluto tornare indietro, abbiamo aperto le porte ad una nuova coalizione che avesse una visione nuova del progetto della Regione Campania. Siamo tra le regioni più povere, siamo al palo di un sistema che va cambiato, a partire dalle nomine e finire con la burocrazia. La Regione è una macchina burocratica davvero complessa che andrebbe snellita. Siamo tornati a De Luca con numerose liste, dove tanti saranno i “porta acqua” e cioè incaricati a portare solo voti in cambio di qualche incarico. Non dimentichiamo chi sta dando il suo appoggio al Governatore: Pomicino, Mastella, De Mita, Patriciello, il re della sanità privata e dall’altra parte abbiamo Stefano Caldoro che ha problemi con la sua coalizione, con delle liste di impresentabili. Siamo esattamente ritornati a 5 anni fa”.

Prima del Covid si parlava di una possibile coalizione di sinistra anche con il Partito Democratico e la candidatura alla Presidenza del Ministro Costa. Poi cosa è successo?

“Il presidente De Luca nella sua veste di sceriffo ha scalato dei consensi ed il Partito Democratico si è tirato indietro. La politica deve fare anche delle scelte coraggiose. È mancato il coraggio. Su un progetto più alto e con una persona autorevole come il Ministro Costa si poteva ragionare in una visione ambientale, turistico e lavorativa per uno sviluppo a 360 gradi della Regione Campania”.

Lei vede il Pd in piena partita?

“È defilato perché non è il protagonista della coalizione. Non ha molta voce in capitolo, cosa che poteva fare con una coalizione più democratica, complessa e meglio amalgamata di forza politiche”.

Non sarebbe stato meglio un taglio netto con il passato e proporre un altro candidato diverso da quello di 5 anni fa?

“Noi votiamo in rete, Valeria è una persona molto valida, ha fatto più volte il capogruppo del nostro team. Votando in rete è normale che il suo nome sarebbe stato quello vincente. Ha fatto spesso denunce molto importanti ed in questo momento è la persona adatta per le battaglie che ci aspettano e che ci rappresenta di più”.

Da varie indagini stanno emergendo i presunti legami tra De Luca e la sanità privata cosa denunciata proprio dal M5S in particolare dalla Ciarambino e dal dottor Provenza…

“Non è una novità del legame che De Luca ha sempre avuto e che poi ha fatto rivalere al momento delle elezioni con esponenti delle cliniche private. Noi da sempre ci battiamo per sanare e potenziare la sanità pubblica. In Lombardia, che ha la stessa predilezione per la sanità privata, quando c’è stata l’emergenza le cose non sono andate benissimo. Noi abbiamo delle eccellenze mediche che scappano al Nord, abbiamo la migrazione sanitaria più alta perché i cittadini non si fidano della sanità pubblica perché negli anni molto è stato delegato ai privati. Si sono depotenziati reparti, ospedali e questa non è la strada per riportare in alto la sanità campana”.

Il futuro di Michele Caramanno…

“Continuerò ad occuparmi di quello che mi è a cuore e che ho iniziato in questi anni. Dall’agricoltura sostenibile, renderla bella e 4.0, far entrare la tecnologia nelle nostre aziende. Continuerò ad occuparmi delle aree interne, che rischiano lo spopolamento, se non si crea un progetto ad hoc per il loro futuro e potenziamento. Il Covid ci ha dato una spinta e valorizzare maggiormente queste aree a discapito delle zone con un alto tasso di popolamento. Poi c’è il turismo, siamo calati, la Regione Campania ha più attrazioni in Italia ma siamo sottostimati, dobbiamo creare un progetto serio che punti al sanzionamento delle zone che non raggiungono gli obiettivi prefissati e che ora, invece, vengono premiate”.

Rispondi