Scafati, è un mercato a cinque stelle «Futuro? Vogliamo essere protagonisti»

Grandi firme all’ombra del Pala Mangano: Cucci, Sergio, Benvenuti, Musso, Thomas e Marino lanciano l’assalto ai play-off

di Matteo Maiorano – Un mercato di prima fascia per Scafati. In queste frenetiche settimane di stop, il club di patron Longobardi sta iniziando a disegnare il nuovo assetto. All’ombra del Pala Mangano la dirigenza sta cominciando a costruire le prime linee guida per comporre un roster di alto livello, senza lasciare nulla al caso. Il general manager Gino Guastaferro, in sintonia con patron Longobardi, ha già messo sotto contratto diversi elementi di categoria, partendo proprio dalla panchina. Nelle vesti di coach l’ex Virtus Bologna Alessandro Finelli: il tecnico, a Scafati già nel 2015, sarà coadiuvato da Umberto Di Martino. Guastaferro, nel tracciare un primo bilancio sul mercato, spiega le motivazioni che hanno guidato le prime operazioni in casa gialloblu.


Scelta non casuale quella di Finelli: la guida del roster è affidata ad un coach esperto che conosce bene l’ambiente.


«La rosa dei candidati alla panchina era ampia. Finelli rispondeva però al profilo ideale ricercato dalla società: già in passato ha dimostrato il proprio valore a Scafati. La proprietà vuole elementi carismatici, oltre che di esperienza. Sia Finelli che Di Martino (assistant coach, NdR) vantano notevoli doti tecniche e umane, siamo felici di poterli riabbracciare».


La proprietà non si è tirata indietro anche nei momenti di emergenza sanitaria.


«La famiglia Longobardi è nota a Scafati per le azioni di carattere umanitario e sociale messe in campo negli anni. Le donazioni di Longobardi, Coppola, Rispoli e Inserra al nosocomio scafatese sono state di grande aiuto per la lotta al Covid. Non posso che essere felice di lavorare in un territorio estremamente solidale e per una società molto vicina alle esigenze della città».


L’arrivo del playmaker era il più atteso all’ombra del Pala Mangano. Perché avete deciso di virare su Tommaso Marino?


«Abbiamo fatto parecchie indagini prima di investire sul profilo del cestista toscano. Vogliamo formare una notevole coppia in cabina di regia e l’ex Ravenna deve essere il nostro punto di forza».


Marino ha ricevuto inoltre la benedizione del grande ex Gigi Datome…


«Il capitano della Nazionale ha iniziato a Scafati la propria carriera e sa bene quanto questa terra può dare al movimento sportivo italiano: dall’Agro sono passati tantissimi fenomeni di questo sport».


Musso, Cucci, Sergio, Benvenuti: il mercato Scafati è chiuso o state riflettendo su come puntellare ulteriormente il roster?


«Parliamo di elementi di assoluto spessore, i quali daranno un grande contributo per la crescita del collettivo gialloblu. Sono cestisti che, a partire dalla chiusura dei campionati, abbiamo seguito con particolare interesse: siamo felici di averli finalmente a Scafati. Il mercato non è assolutamente chiuso: l’attenzione ora è rivolta agli stranieri, ma vogliamo prenderci del tempo per fare le scelte giuste, così come accaduto finora».


Petrucci è stato criticato per la cancellazione dei campionati, mentre in Spagna si riparte.


«Possiamo fare tanti discorsi, ognuno avrà il proprio inossidabile punto di vista. Sono d’accordo con la decisione del nostro Presidente Federale: l’Italia, dopo la Cina, è stato il primo paese a subire l’onda d’urto della pandemia, con i primi casi di atleti positivi».


Quando riprenderanno i campionati?


«Spero non si vada oltre novembre: pagheremo un ritardo di almeno venti giorni sulla tabella di marcia. Le motivazioni sono di carattere strutturale: gli atleti hanno bisogno di recuperare la forma ideale dopo mesi di stop. Dobbiamo attendere le linee guida della Federazione: limitatamente a Scafati, vorremmo ripartire a porte aperte, nel rispetto delle norme sanitarie, quando sarà possibile».


Soddisfatto delle misure messe in campo da Governo e Federazione in merito alle problematiche avanzate dalle società?


«Il coronavirus ha prodotto gravi danni economici e sociali. Lo sport vive del sostegno da parte di medie e grandi aziende, le quali stanno subendo conseguenze infelici, purtroppo ampiamente prevedibili. Al di là del grosso apporto di patron Longobardi, Scafati avrà vicino sponsor storici come Givova e Rossano. La Lega Nazionale ha chiesto al governo una serie di iniziative legate al credito d’imposta per le società che continueranno ad investire nel mondo dello sport. La Fip ha previsto inoltre delle riduzioni, in percentuale, sul versante federale. La crisi è forte e gli aiuti devono essere consistenti, in gioco la sopravvivenza delle società sportive: non a caso diverse realtà hanno già alzato bandiera bianca».


Quale ruolo vuole ritagliarsi Scafati nel prossimo torneo?


«Vogliamo essere protagonisti, ma preme ricordare che in campo vanno anche gli avversari. Scafati non è l’unica realtà che sta investendo risorse importanti, in un momento tra l’altro molto difficile. Credo di poter dire con certezza che saremo nel novero dei quattro, cinque club di vertice del prossimo campionato».

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