Innovazione tecnologica e arte

di Fabrizio Checchi

In questi ultimi anni abbiamo visto come la tecnologia e gli strumenti diagnostici supportano l’arte e migliorano quei processi di conoscenza a essa legati. C’è stato un crescendo continuo, là dove gli strumenti innovati venivano creati e migliorati, gli operatori dell’arte hanno costantemente cercato di applicarli nel campo artistico, sia nella fruizione che nell’ approfondimento dello studio sia dell’opera che dell’artista. Secondo Manuel Castells noi viviamo in una società di network che si è sviluppata proprio sulla scia della diffusione dell’informazione e delle tecnologie della comunicazione causando l’espansione della pratica artistica in una nuova diffusione . Lo sviluppo tecnologico investe i mezzi di produzione e di riproduzione della comunicazione e della rappresentazione e non vuole sostituirsi al “l’hic et nunc dell’opera, la sua esistenza unica e irripetibile nel luogo in cui si trova”, è semplicemente un approccio nuovo, Si è dimostrato infatti in questi anni che il coinvolgimento dello spettatore a una nuova rappresentazione artistica in percorsi esperienziali, consente una maggiore divulgazione didattica e formativa, si è riscontrata una grande attenzione del pubblico in età giovanile. Il giovane viene attratto in maniera diversa, non nel solito contesto museale, ma in una dimensione a lui più vicina, appunto la tecnologia. Lo sviluppo tecnologico investe i mezzi di produzione e di riproduzione della comunicazione e della rappresentazione in uno scenario unico e ripetibile in questa visione tutto può essere rappresentato e divulgato nell’ottica dell’accrescimento culturale dell’uomo.

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