La duttilità dello stagno…

di Alessandro Rizzo

Si sta mostrando per quel che è la lega di Salvini. Tutt’altro che una combinazione di metalli allo scopo di migliorarne la resistenza. Più va avanti e più si mostra nella sua debolezza, nella sua instabilità. Come lo stagno, utile per farne pentole, duttile, malleabile, utilizzabile perché facilmente plasmabile. D’altro canto, diciamocelo, ispirarsi alla lega lombarda che tenne a Pontida il primo congresso nel 1167 non è stata una scelta di buon auspicio: dopo 400 anni la “lega dei Comuni” non era ancora arrivata ai risultati immaginati. Ed anzi, forse, a quei risultati non ci arrivò mai. Immaginare poi di consolidarsi in maniera stabile ed allargata al sud, non era neanche un sogno per Salvini, quanto piuttosto una specie di strategia espansiva sulla pelle della gente. E questa cosa, pian piano, è apparsa chiara ai cittadini di Mondragone, che non ci stanno ad essere strumentalizzati. Salvini negli ultimi tre anni si è presentato spontaneamente in ogni luogo che fosse teatro di qualche disagio sociale. A citofonare alle persone, ad addentare panini con la coppa a Bibbiano o mozzarelle aversane in mezzo alle famiglie in quarantena, nel tentativo di raccattare quel minimo di dissenso antideluchiano (o comunque anti-qualchecosa) degli isolati. Una mossa non certo furba la sua. E ormai, da ex ministro dell’Interno, non può sfruttare a proprio piacimento neppure la Digos. Non ha infatti potuto pretendere raid preventivi finalizzati al sequestro di striscioni. E gli è andata anche bene perché forse i mondragonesi non sono fantasiosi come i napoletani. Però, come negare che quelli non erano gavettoni, ma azioni di soccorso di un popolo comunque solidale, che ha solo voluto alleviare i disagi di una calura che è esplosa in tutta la sua intensità? Come negare che recidere i cavi dell’impianto di amplificazione non sia stato altro che un modo per far capire che qui al sud, contrariamente a quello che diffusamente si crede, non si urla. Anzi, qui la gente si parla a gesti, con gli sguardi. E lui come ha ricambiato tanta cortesia? Accusando la popolazione di essere soggiogata dalla mafia. Eccoci qua, al punto dolente: la mafia. Seppur per poco, Salvini è stato ministro dell’Interno. Perché non ci spiega che cosa ha fatto lui per sconfiggerla la mafia? Quella piaga che ancora affligge i nostri territori e che è sentita come tale innanzi tutto dalla gente perbene che qui ci vive, ci lavora, ci cresce i figli, nel rispetto delle regole. Io credo che si stia ripristinando il naturale ordine delle cose. Credo che Salvini stia perdendo i pezzi che non gli sono mai appartenuti davvero. Credo che la gente si stia rendendo conto che lui da noi è sempre venuto solo per offenderci e che forse quando lo faceva apertamente, con gli slogan, era più onesto di adesso. E credo anche che quei pochi politici meridionali che hanno ripiegato sulla lega solo perché ormai divenuti senza tetto stiano capendo che quello della lega non è un tetto, ma una capanna di paglia destinata a cadergli in testa al primo soffio di vento. Forse cadrà il governo prima delle ferie. Forse in Campania il centrodestra si compatterà attorno a una figura di spessore. Forse l’onda del De Luca anti-covid perderà parte della sua forza. Ma l’importante è che in questo teatro della politica ognuno riprenda il proprio posto; protagonisti, comparse e giullari.

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