Michelangelo Lurgi: «Da destinazione Sud a destinazione Italia»

Compie sei anni la start up made in Salerno. Obiettivo: proporre il Sud sul mercato come un prodotto

di Andrea Bignardi

Da Destinazione Sud a Destinazione Italia. È questo l’obiettivo di “Rete Destinazione Sud”, un progetto di aggregazione dell’intera filiera turistica e territoriale del Mezzogiorno d’Italia nato ormai da sei anni e che coinvolge ben milleduecento associati. La collaborazione tra imprese ed attori istituzionali del territorio può rappresentare, infatti, un importante antidoto alla crisi dovuta all’epidemia da Coronavirus: lo afferma il dottor Michelangelo Lurgi, fondatore e presidente del progetto.

Lurgi, in cosa consiste il progetto di Rete Destinazione Sud?

“Il nostro è un progetto di aggregazione dell’intera filiera turistica e territoriale del Sud Italia. Per dirla in breve, il suo fine è quello di aggregare tutto ciò che di questi territori risulta essere l’eccellenza e di promuoverla. La rete nasce da un progetto pilota di Confindustria nato con lo scopo di colmare un gap comunicativo unitario delle imprese di Basilicata e Calabria, con lo scopo di stimolare la loro capacità di proporsi al mercato nell’insieme. Dopo il 2011, data di conclusione di questa prima ed importante esperienza, è nata l’idea di estendere il progetto in maniera maggiormente consolidata e strutturata”.

Il coronavirus ha fermato l’evoluzione di questo importante progetto?

“No, anzi, ha contribuito a potenziarlo ulteriormente. La rete aveva già iniziato un’attività di lavoro da remoto, con lo scopo di collaborare e commerciare i prodotti del Sud Italia, dopo aver creato sinergia ed un modello di sviluppo. Alla rete sono state “aggregate” tre destinazioni: Salerno, Cilento e Sele-Tanagro, che hanno messo insieme 132 comuni, creando tre associazioni territoriali i e di scopo, composte da 1200 associati. Dopo ciò, allo scopo di strutturare al meglio il progetto, è stata creata una società di capitali a novembre 2019 che consentisse al progetto di spiccare il volo. La società di capitale è una start up innovativa costituita da 565 mila euro di capitale sociale interamente versato, e ha la funzione di contribuire ancora a creare un’aggregazione turistica nelle prime destinazioni del Sud Italia individuate. Tutte queste sono accomunate da un fattore: necessitano di un’innovazione di prodotto ed al tempo stesso di sistema di distribuzione del prodotto turistico”.

Come hanno reagito le imprese e gli attori istituzionali associati alla crisi post-Covid?

“Per le iniziative post-Covid il turismo e la filiera turistica prevederanno un sistema di prossimità. Ovviamente la rete parte dal concetto di attivare il turismo di prossimità, considerandolo un’importante attività di valorizzazione. Punteremo alla creazione di un marchio d’impresa che si approccerà primariamente al mercato italiano ma soprattutto a quelli internazionali partendo dai mercati di prossimità europei: lavoreremo per costruirne tre, in lingua inglese, in italiano ed in tedesco. Durante il periodo Covid abbiamo scelto di riunirci virtualmente: sono state fatte dodici call conference nazionali per evidenziare tutti gli stati di avanzamento e dare soluzioni i problemi di promozione territoriale. Oltre centocinquantamila sono state le imprese che hanno seguito le nostre call, che sono tutt’ora visibili in differita sulla nostra pagina Facebook”.

Parlando di mercati di prossimità europei, è possibile pensare ad un’estensione della rete anche al di fuori del Sud?

“In tal senso la rete è stata infatti spinta e spronata a fare un ulteriore salto, ovvero aggregare realtà non solo nel Meridione ma anche nel resto d’Italia. Già dall’ottobre del 2017 avevamo pensato di dar vita al progetto “Destinazione Italia”, ma indubbiamente il buio periodo del Covid ha ridato slancio a questo nostro progetto particolarmente ambizioso. C’è infatti la necessità di collegarsi nel mondo con un unico trend. Certo, ci troviamo a metà del lavoro e crediamo sia fondamentale dare maggiore enfasi in via prioritaria a Destinazione Sud, ma l’aggregazione e il continuo contatto con incontri virtuali e fisici, oltre che il supporto ad iniziative comuni dei territori ci spingeranno sicuramente a potenziare questo progetto. Basti pensare che per il 12 agosto è previsto un evento, organizzato proprio su nostra iniziativa, che rappresenterà un vero e proprio “Festival della radio”, in cui tutte le radio della Campania saranno coinvolte nella promozione e nella comunicazione dei nostri fantastici territori”.

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