Affidamenti alle coop sociali, l’Anac: “Mancano libera concorrenza e indicazioni obiettivi”

«Scelta discrezionale nell’affidamento di servizi a cooperative sociali senza indicazione degli obiettivi di reinserimento lavorativo e sociale concretamente perseguiti che costituiscono la causa del ricorso a tale peculiare modulo convenzionale». L’Anac, nella relazione annuale (2019) ricorda il caso delle cooperative sociali del Comune di Salerno e l’avvio dell’indagine da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione. «Nell’anno 2019 – si legge nella relazione –  l’Autorità ha avuto modo di occuparsi anche degli affidamenti a cooperative sociali di tipo B ai sensi dell’art. 5 della legge 381/1991, tema sul quale l’attenzione dell’Anac è costante, basti ricordare le linee guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e cooperative sociali adottate con delibera n. 32 del 20 gennaio 2016 e le consultazioni e l’attività svolti nel 2019 per l’ulteriore definizione di indicazioni di carattere generale in materia di affidamenti di servizi sociali. In termini di attività istruttoria si segnala il procedimento attivato nei confronti del Comune di Salerno, in base ai dati in possesso dell’Autorità dai quali risultava che nel periodo 2013/2017 il comune aveva affidato a cooperative sociali di tipo B, per diversi milioni di euro, una serie di servizi quali la manutenzione e gestione di parchi, giardini e verde pubblico; la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino e pubblico; la raccolta e rimozione dei rifiuti presenti sugli arenili urbani; la manutenzione aste fluviali, la pulizia ed igiene del suolo aree mercatali aperte; la manutenzione degli spazi esterni ed interni di tutti gli edifici scolastici comunali». «A seguito degli accertamenti effettuati in contraddittorio con l’amministrazione interessata – prosegue –  con delibera n. 868 del 25 settembre 2019 l’Autorità ha contestato la scelta discrezionale del comune di fare frequente ricorso in maniera reiterata negli anni a tale peculiare tipologia di affidamento, in quanto non esplicitata nelle determinazioni a contrarre in maniera esaustiva e completa e priva di indicazione degli obiettivi di reinserimento lavorativo e sociale concretamente perseguiti che costituiscono la causa del ricorso a tale peculiare modulo convenzionale. È stato rilevato altresì come fosse in violazione del principio di libera concorrenza di cui all’art. 2 d.lgs. 163/2006 (adesso art. 30 d.lgs. 50/2016) l’aver proceduto ad affidamento sistematico e reiterato dei servizi oggetto di istruttoria esclusivamente alle Cooperative sociali di tipo B, anziché ricorrere, almeno in alcuni casi, a procedure aperte».

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