Oggi, come allora,posso dire ancora una volta: Grazie di tutto, Maestro

di Marina Pellegrino

Ricordo molto bene la prima volta che ascoltai una musica composta dal grande maestro Ennio Morricone. Frequentavo le scuole elementari e ci
fecero vedere qualche scena de La Leggenda del Pianista sull’Oceano, film tratto dal celebre libro di Alessandro Baricco. Rimasi letteralmente ipnotizzata dalla musica. Decisi che dovevo saperne assolutamente di più! Per fortuna con mia madre insegnante di musica e mio padre appassionato di cinema, giocavo facile. Appena dissi quel titolo chiedendo chi avesse composto la colonna sonora, papà prese un Cd di musiche tratte da film italiani e me lo regalò. Era un album misto ma molte tracce erano dedicate all’allora per me ignoto maestro Morricone. Un brano in particolare consacrò il mio amore assoluto per la sua musica: il tema di Malena. Ascoltai quel Cd ininterrottamente per mesi e mesi, ed ancora oggi, gelosamente custodito nella mia ricca collezione, lo osservo e lo rigiro tra le mani sorridendo. Quando ho iniziato a suonare il pianoforte mamma acquistò alcune delle sue partiture, oltretutto, il mio professore di musica, alle scuole medie, ci faceva suonare col flauto dolce, brani tratti da C’era una volta il West e Mission. Grazie al maestro Morricone è nata, inoltre, la mia passione per il cinema italiano ed in particolar modo per i film di Giuseppe Tornatore. Non ne ho perso uno! Ogni melodia del maestro ha segnato un periodo particolare della mia vita, producendo delle vere e proprie istantanee nel mio cervello. Non avrei mai pensato che un giorno avrei avuto la possibilità di incontrarlo al di fuori dei suoi meravigliosi concerti che mi hanno visto per numerose volte nel pubblico. Quando il giorno 5 giugno dello scorso anno entrai con i miei amici del Quartetto Felix nell’enorme salone del Quirinale, per ricevere il Premio Sinopoli dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, ero talmente emozionata che non capivo nulla. Mentre aspettavamo l’inizio della cerimonia e tutti impacciati parlavamo tra noi, Francesco si gira, mi guarda e dice: ma quello è Ennio Morricone? E io: ma veramente? Dove, dove? Strabuzzai gli occhi! Era Ennio Morricone! Volevo saltellare, non potevo crederci. Corsi da mamma e papà, che erano in sala, e dissi:guardate, guardate là, c’è Ennio Morricone, c’è Ennio Morricone! Le gambe mi tremavano. Dopo la cerimonia ci spostammo nella sala adiacente e feci passare non so quanto tempo prima di avere il coraggio di avvicinarmi al Maestro. Ricordo ancora quell’emozione, quell’imbarazzo. Sottovoce dissi: Maestro. Lui mi strinse la mano e la prima cosa che mi venne da dire prima di presentarmi fu: Grazie di tutto Maestro. Che grandissimo onore! Di tutta risposta, pronto, con tono alto mi disse: Grazie a lei! Allora mi presentai, borbottai dell’altro, io con la faccia da bambina, lui talmente cordiale da voler restare lì per ore. Terminò dicendomi: Buon lavoro! Nel frattempo si avvicinarono tutti e i nostri cari erano già pronti ad immortalare quel momento. Quel momento magico. Sorridemmo quando prese Francesco sottobraccio. Ci guardammo tra noi con emozione appena lo salutammo. Non dimenticherò mai quel momento. Oggi come allora posso dire solo, ancora una volta: Grazie di tutto, Maestro!

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