«Piscine vuote, tornei poco competitivi La Federazione lavori ai problemi reali»

di Matteo Maiorano

Il direttore sportivo partenopeo: «Salerno modello virtuoso. Idee per il futuro? Tetto massimo agli stranieri in organico»

«Crollo presenze degli spettatori? È soltanto la punta dell’iceberg». Più che un appello è un vero e proprio campanello d’allarme quello lanciato da Rino Fiorillo, direttore sportivo del Circolo Nautico Posillipo. Il sodalizio partenopeo prenderà parte al prossimo campionato di serie A1, grazie agli immensi sforzi della dirigenza rossoverde, impegnata da un lato a ripartire all’interno di un quadro nazionale che scoraggerebbe anche il più inguaribile degli ottimisti, dall’altro a lanciare i giovani talenti del territorio napoletano. La stagione regolare, mandata anticipatamente agli archivi causa coronavirus, ha messo in luce le problematiche di un mondo, quello clorato, consapevole che per superare le difficoltà sarà necessario cambiare qualcosa. Nel frattempo, il ds Fiorillo continua a lavorare sottotraccia, per assicurare alla dirigenza un roster valido ai nastri di partenza.


Direttore, che stagione ci aspetta dopo i recenti accadimenti?


«Sarà un torneo composto da squadre estremamente forti ed altre meno attrezzate: la forbice fra i top club e le restanti compagini si è allargata».


Costruire una squadra ambiziosa, tenere alta l’attenzione del gruppo e mantenere un’ossatura forte per il futuro: fare sport di questi tempi è una scalata ricca di insidie.


«Vincere nella pallanuoto è diventato estremamente difficile. Sarebbe auspicabile che la Federazione intervenisse per rendere maggiormente competitivo il campionato, in modo che diventi avvincente ed attrattivo per il pubblico. Naturalmente non si possono negare ai dirigenti determinati investimenti, ma vanno poste le basi per la crescita di un reticolo sportivo in grado di poter gareggiare ad armi pari, altrimenti vincerà sempre e solo la finanza».


Spieghi nel dettaglio.


«Le piscine, non da oggi, sono vuote. L’egemonia del Recco fa sì che vi siano pochi investimenti: il tifoso è annoiato. Mi chiedo come facciano certe squadre a spendere: probabilmente ci sono interessi alla base che non conosciamo».


Lei cosa farebbe per rendere competitivo il campionato?


«Un’idea su tutte potrebbe essere quella di inserire il tetto massimo di uno straniero in organico. Guardi, le illustro dinamiche di carattere sportivo che vanno al di là della mera casistica: il senso del nostro sport è quello di avvicinare giovani e meno giovani a una determinata attività. In questo modo vedremmo le vere capacità delle società sportive nel produrre talenti provenienti dal proprio vivaio e conseguenti risultati. Ora, quando ragazzi dell’Under-20 escono di categoria si trovano di fronte a un grande problema: quello di andare altrove a giocare per trovare spazio, lontano dalle proprie famiglie e i propri affetti. Oltre al fatto dello studio, che inevitabilmente li porta davanti a una scelta: carriera sportiva o universitaria».

La Canottieri ripartirà dal campionato di A2: quale considerazione possiamo trarre da questa scelta?


«La decisione è stata presa dalla società a causa della crisi conseguente la pandemia. Ma, se il campionato fosse stato maggiormente avvincente, si sarebbero fatti sacrifici per restare».


A Sori invece c’è una situazione complicata, perché il Comune rischia di chiudere le strutture non rinnovando la concessione alla Rari Nantes, a seguito del mancato pagamento del mutuo con il Credito Sportivo.


«Non voglio assolutamente entrare nel caso in questione, ma fare un discorso generale, dal momento che il futuro di tante società dipende da strutture comunali: è assurdo il fatto che le istituzioni anziché aiutare penalizzano i club che cercano di rendere viva la competizione».


Il coronavirus rischia di tenere lontani anche tanti piccoli atleti dalle piscine: questo sarà un altro fattore da tenere in considerazione anche in un’ottica economica per i club.


«Speriamo di risolvere anche questo problema, perché è giusto che i bambini tornino in acqua. Ma, in generale, la questione del distanziamento sociale non rappresenta un problema: le piscine, per via della scarsa competitività, sono praticamente vuote. Il pubblico non viene più».


Capitolo mercato: avete lavorato alacremente per confermare gran parte della squadra.


«Il gruppo ha un anno di esperienza in più e vorrà certamente fare bene. Impiegheremo i giovani talenti, prodotti del vivaio giovanile rossoverde. Abbiamo salutato Marziali e Negri, i quali hanno ricevuto offerte molto vantaggiose, ma di contro vantiamo il recupero di Foglio. In porta confermatissimo Spinelli, che sarà il pipelet del futuro rossoverde: crediamo tantissimo in lui. Stiamo lavorando per portare a Napoli ulteriori rinforzi».


Un giudizio sul lavoro messo in campo dalla Rari Nantes Salerno.


«Sicuramente è una realtà che rispecchia canoni e valori che dovrebbero seguire tutti, in special modo sotto il profilo dello sviluppo del vivaio».


A quali obiettivi mira Posillipo?


«Vogliamo maturare la salvezza nel più breve tempo possibile».

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