Ri-Covid19…

di Alessandro Rizzo

A quanto pare i virus modificati in laboratorio tendono a perdere la loro aggressività. A quanto pare, dico, perché io non sono virologo, non sono biologo, sono solo un modesto artigiano del diritto con una discreta passione per la politica, che si preoccupa non degli aspetti scientifici di una pandemia, ma al più delle conseguenze economiche e sociali. Ma allora è modificato in laboratorio questo virus? Potrebbe, aggiungo io che sono profano,ma non per questo, seppure lo fosse, griderei al complotto o allo scandalo. Provo ad immaginare che se esiste un laboratorio nel quale lavorano delle persone, finanziato da organizzazioni della sanità (quali che esse siano), è più probabile che lì si compiano studi sulle mutazioni di un virus allo scopo di prevenirle e di trovarsi pronti, in tal caso, con rimedi preventivi come i vaccini o con cure successive. E se il Covid fosse un’arma sfuggita ai laboratori militari? Sì, pensiamoci, un’arma da utilizzare contro Nazioni nemiche allo scopo di decimarne la popolazione anziana così da consentir loro di destinare agli armamenti i cospicui risparmi nell’erogazione dei trattamenti previdenziali. Una bella arma incontrollabile che fa vittime pari al 10% dei contagiati, che sfugge al controllo della diffusione così da infettare anche chi la usa. No, suona male, meglio una sana vecchia bomba intelligente che, come diceva De Gregori, ammazza le persone ma risparmia gli scoiattoli. Comunque, se il Covid perde la sua aggressività (sempre a quanto pare) ciò dovrebbe dipendere dal fatto che i virus tendono a non sterminare l’organismo che li ospita per poter così preservare la propria stessa sopravvivenza. Insomma, esserini minuscoli, microscopici, unicellulari anzi meno perché non posseggono geni, addirittura non hanno una struttura cellulare, unità base della vita, tanto da essere definiti scientificamente “organismi ai margini della vita”, questi cosini hanno un’intelligenza paragenetica superiore a tanti esseri complessi dotati di cervello. Ovviamente non mi sto riferendo, ora, a qualche esponente politico di spicco. Sto solo dicendo che questo cosino è più furbo di quanto pensiamo. Noi invece no. Infatti, questo “tana libera tutti” ci dà già i primi numeri della nostra stupidità. In Serbia è tornato il lockdown (anche io ho ceduto ai neologismi di importazione). A Belgrado ci sono manifestazioni continue di cittadini che chiedono le dimissioni di Vucic dopo che in 24 ore si sono registrati 299 nuovi contagi, 13 morti e 120 intubati. La Grecia ha vietato l’ingresso ai turisti provenienti dalla Serbia e il Montenegro ha introdotto una quarantena obbligatoria per chiunque arrivi da lì. Belgrado ha risposto (intelligentemente, caspita) con una misura identica verso i montenegrini: 14 giorni di autoisolamento per chi entra da Podgorica nonostante a guardare i numeri non ce ne sia alcuna necessità. Una ripicca insomma. In America un nuovo record di contagi, oltre sessantamila nelle ultime 24 ore e il totale sale a tre milioni. Oltre 1.100 persone sono decedute di Covid‐19 sul suolo americano, 131.362 dall’inizio della pandemia. E Trump che fa di geniale? Notifica all’Onu la volontà di lasciare l’Oms. Non c’è che dire, della volpe Trump ha solo il manto rosso sulla testa. E in Italia, dopo Mondragone, due nuovi focolai a Rimini e a Serino, un’epidemia “mare e monti” in pratica. Ecco fatto. Si muore meno di prima, probabilmente, e di sicuro adesso le strutture ospedaliere sono più pronte, più attrezzate. Ma non possiamo assolutamente abbassare la guardia: mascherina in luoghi affollati; igiene sempre; lavare sempre le mani, usare i gel disinfettanti ancora. Insomma, usare le stesse buone abitudini acquisite durante il periodo critico. E lavarsi, che poi, soprattutto d’estate, non bisognerebbe neppure raccomandarlo. Dal mio punto di vista, quello di un artigiano del diritto e di appassionato della politica, la raccomandazione ha due ragioni: non possiamo permetterci una nuova chiusura, non ne usciremmo vivi né economicamente né socialmente. La Nazione non se lo può permettere e non se lo possono permettere le famiglie. Dobbiamo usare pazienza e comportarci con estrema prudenza almeno fino a dicembre, sperando che nel frattempo siano pronti i vaccini, le cure al plasma e qualsiasi altro intruglio impronunciabile che mostri un risultato apprezzabile.

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