Senza“liquidità”non… si va in vacanza. Bonus flop:‘Non possiamo anticiparlo’

Buona parte delle strutture sceglie di non accettarlo: “Non porta alcun benefit a noi operatori turistici. Dopo l’emergenza abbiamo bisogno di boccate di ossigeno”

di Andrea Bignardi

Il bonus vacanze non fa contenti gli operatori turistici del salernitano. Ad una prima analisi sembrano davvero tante le strutture che sceglieranno di non accettare il benefit contenuto nel Decreto Rilancio approvato nel mese di Maggio dal Parlamento post emergenza Coronavirus. Alla prova dei fatti le strutture, già in crisi di liquidità, si ritrovano a dover operare direttamente uno sconto ai propri clienti senza avere la certezza di un rimborso monetario da parte dell’erario, ma beneficiandone sotto forma di un credito d’imposta peraltro inutilizzabile, vista la sospensione di numerose scadenze fiscali. Le richieste, tuttavia, arrivano, soprattutto agli hotel che si interfacciano principalmente con clienti italiani. “Il problema grande è proprio questo – commenta Ivan Mandetta, titolare dell’omonimo hotel sito sul litorale di Paestum, a Torre di Mare – Dopo mesi di incertezze si sta ritornando ad un quadro di normalità. Noi come struttura non stiamo accettando questo bonus per vari motivi”. “Innanzitutto – continua – già di base eroghiamo ai nostri clienti degli sconti, delle offerte che hanno una ripercussione positiva sulle spese che devono sostenere in termini di cassa. Se a questo andassimo ad aggiungere il bonus vacanze, ci ritroviamo dinnanzi ad una situazione davvero fuori luogo per noi, che siamo costretti, in quanto albergatori, ad anticipare queste somme nei fatti. Considerando la lentezza nell’erogazione degli altri benefit non sappiamo come muoverci, tenendo conto anche del fatto che si sta lavorando esclusivamente nel weekend. Un altro aspetto critico riguarda, poi, la parte degli adempimenti burocratici: a fronte di costi certi non abbiamo chiarezza sulle linee guida da tenere, ad esempio in caso di incapienza del conto corrente”. Spostandosi a nord del capoluogo, ad Amalfi, i pareri non cambiano. “Saremmo forse disposti ad accettarlo per periodi più deboli dal punto di vista commerciale, ma ritengo che questa misura sia molto discutibile, si può dire che sia stata fatta con i piedi – commenta invece Gennaro Pisacane dell’Antico Convitto di Amalfi – È assolutamente debole e insufficiente per la ripresa del turismo, soprattutto se si considera del maggior bisogno che hanno le imprese in questo momento che è quello di liquidità. Il bonus ha incentivato di fatto le vacanze dei non abbienti attraverso la soluzione del credito d’imposta. In condizioni di emergenza come questa in cui la nostra principale emergenza è la liquidità, una misura del genere è una contraddizione, perché cerca di spingere la domanda in alto aumentando esclusivamente i crediti. Peraltro, in termini di competitività non dà nulla in quanto non arreca benefici nell’immediato essendo stati sospesi tutti i pagamenti fiscali. Se accettassi il bonus, mi priverei di ulteriori clienti”. “Sarebbe stato molto meglio – continua – se avessero caricato una card per poter spendere direttamente denaro in vacanze, un po’ come per quanto accaduto nel caso del bonus spesa, qualora ovviamente l’importo fosse stato direttamente spendibile nelle strutture ricettive”. Non manca, però, una percentuale seppur piccola di titolari di strutture ricettive – soprattutto bed and breakfast – che sceglie di accettare il bonus vacanza: si tratta, principalmente, di proprietari di b&b che preferiscono rinunciare a parte della propria liquidità pur di acquisire nuova clientela per il prossimo futuro. “La misura del bonus vacanze è buona ma non completamente. Per me va bene perché può essere un modo per captare nuova clientela, però purtroppo la pecca è sempre quella: non produce liquidità – afferma invece Simone Landi, titolare del Bed And Breakfast Il Duca D’Amalfi sito nel cuore del centro storico di Salerno – Vivere di bonus e crediti d’imposta, per quanto si tratti di misure importanti, non è possibile, siccome alla fine non si scaturisce liquidità. Molti miei colleghi non lo accettano per ovvi motivi ma io per venire incontro alla domanda lo sto accettando: spero di aver fatto la mossa giusta”. C’è, però, una platea non indifferente di strutture che svolgono attività ricettiva in forma non imprenditoriale, come le case vacanza i cui titolari sono sprovvisti di partita Iva, escluse in ogni caso dalla possibilità di accettare il bonus. In alcune situazioni particolari avrebbe potuto avere un ruolo “pubblicitario” contribuendo a procacciare clienti per le prossime stagioni. “Ho un’opinione abbastanza sfavorevole della misura – commenta Natalia Granito, della Guest House Il Normanno – Per strutture come la nostra la possibilità di accettare il bonus vacanza non è prevista. Dal governo ci saremmo attesi più aiuti per le nostre piccole realtà che comunque contribuiscono a creare valore aggiunto per il settore”.

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