Pallanuoto in lutto, è morto Mario Scotti Galletta Eroe del Settebello e di Napoli

Grave lutto per il mondo sportivo italiano. E’ spirato, all’età di 70 anni, Mario Scotti Galletta, campione del mondo con la Nazionale ai mondiali di Berlino nel lontano ’78 e bandiera del Circolo Canottieri (quattro titoli iridati in calottina giallorossa). Il pallanuotista, icona del Settebello azzurro a cavallo degli anni ’70, è ricordato con affetto anche nel mondo rarinantino. Scotti Galletta ha firmato la storica promozione in A2 del 1987, lasciando un marchio indelebile sullo sport salernitano.

Oggi è un giorno triste per la Rari Nantes Salerno e per tutto il mondo della pallanuoto. Ci ha lasciato Mario Scotti Galletta. Leggendario portiere della Canottieri Napoli campione di tutto alla fine degli anni 70, Campione del mondo con il Settebello a Berlino nel 1978, a lui si deve anche lo sviluppo del movimento pallanuotistico femminile in Italia. Alla fine della sua carriera da atleta, nella stagione 1986-87, contribuì ad una storica promozione in Serie A2 per i nostri colori. La sua eredità umana e sportiva e il suo legame con la Rari resteranno vivi grazie al figlio Andrea, il nostro capitano.
Ad Andrea, alla moglie Barbara, al secondogenito Riccardo ed a tutta la Famiglia Scotti Galletta giungano le più sentite condoglianze da parte di tutto il mondo Rari.

La nota della Fin

Ci ha lasciato dopo una lunga malattia Mario Scotti Galletta. Il portiere napoletano se ne va a 70 anni dopo una carriera da protagonista della pallanuoto italiana e non solo. Col Settebello spicca la vittoria iridata a Berlino nel 1978 e il bronzo nel 1975 a Calì in Colombia. Negli anni Settanta col suo baffo caratteristico portò al massimo splendore la Canottieri Napoli vincendo quattro scudetti nel 1973, 1975, 1977, 1979. Nel 1978 invece il trofeo più prezioso, la Coppa dei Campioni battendo i campioni uscenti del CSK Mosca nel girone finale disputato a Palermo per l’inagibilità dell’impianto cittadino. Il rigore parato a Nanni Moretti/Michele Apicella in “Palombella Rossa”, lo trasformò in una sorta di icona underground tra cinofili e appassionati di pallanuoto. È stato poi l’uomo che ha portato la pallanuoto femminile in Italia, invitò a Napoli la Nazionale olandese e da lì partì il movimento. Proprio nel ’79, l’anno delle prime partite del suo Fuorigrotta, la prima squadra in rosa ufficiosamente campione d’Italia: ci giocava Barbara Damiani, la donna che lo ha accompagnato per tutta la vita, che gli ha dato altri due pallanotisti di valore come Andrea (ex nazionale ed attuale giocatore della RN Salerno) e Riccardo. Due anni fa ha ricevuto dal Coni il Collare d’Oro al Merito Sportivo: il massimo riconoscimento per un atleta. Alla famiglia giunga il cordoglio del presidente della FIN Paolo Barelli, dei presidenti onorari Lorenzo Ravina e Salvatore Montella, dei vice presidenti Andrea Pieri, Francesco Postiglione e Teresa Frassinetti, del segretario generale Antonello Panza, del consiglio e degli uffici federali e dell’intero movimento pallanotistico azzurro.

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