Il ritorno di Rosario Peduto: è lui il coordinatore cittadino della Lega

“La mia battaglia? Un partito inclusivo e aperto a tutti anche a candidature provenienti da altre esperienze politiche”

di Oriana Giraulo

Rosario Peduto si prende il posto di Cristian Santoro al coordinamento cittadino della Lega Salerno. Un momento sicuramente non facile dato il “fuggi fuggi” generale che sta accadendo all’interno del partito e che arriva in una fase delicata, quella della stesura della lista per le Regionali 2020. Un partito aperto ed inclusivo e che riesca anche a recuperare gli scontenti: questa la sfida che prima di ogni cosa intende intraprendere Peduto, rimarcando sempre la natura del partito che non va snaturato.

Lei subentra a Cristian Santoro in un momento sicuramente non facile per la Lega cittadina che continua a perdere esponenti. Come se lo spiega?

“Durante le campagne elettorali le fibrillazioni ci sono in tutti i partiti perché si vanno a combinare delle disattenzioni nella cura del territorio con l’attenzione alla formazione delle liste. Questo è assolutamente normale e accomuna tutti i partiti. Ovviamente c’è da lavorare, perché la Lega nasce come partito del territorio e deve essere punto di riferimento, solo così possiamo mirare ad aumentare il consenso, recuperare gli scontenti”.

Quale sarà la sua impostazione sul territorio?

“Io credo molto e mi batterò sul fatto che il partito deve essere inclusivo, aperto a tutti anche a nuove candidature che vengono da esperienze politiche diverse, ma rimarcando sempre che siamo un partito di centrodestra e che combatte il sistema delucidano e che tutti i contributi all’interno del partito devono avere una connotazione politica e mai personale. Ringrazio in partito che ha da subito capito ed accolto il mio punto di vista e proprio per questo ho deciso di impegnarmi in questa nuova carica dirigenziale”.

Lei come giudica l’amministrazione De Luca?

“Delle cose, dobbiamo dircelo, sono state anche fatte bene ma alla città di Salerno bisogna assolutamente dare un respiro diverso. Le promesse diventate poi balle deluchiane sono arrivate al pettine. Non c’è un progetto concreto per la città, specie su due punti fondamentali e che stanno molto a cuore alla lega, sul lavoro e sulla sicurezza. Salerno deve tornare ad essere la città del lavoro e invece oggi si scappa proprio per la mancanza di lavoro e la sicurezza, perché metto da da parte la propaganda deluchiana Salerno non è più una città sicura”.

Con Caldoro è possibile vincere la battaglia regionale?

“Assolutamente si. De Luca ha utilizzato la pandemia a fini propagandistici e non affrontando realmente il problema e per fortuna non ne abbiamo avuto bisogno visto che il Covid, possiamo dire che ci ha solo sfiorato e non abbiamo dovuto affrontare l’emergenza come negli altri paesi d’Italia. È stato molto bravo mediaticamente, basta pensare che prima dell’emergenza il centrodestra era sopra i sondaggi di 15 punti percentuali, questo dimostra come l’elemento che ha cambiato le carte in tavola sia stata proprio l’emergenza”.

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