FRA GIGINO SI CANDIDA A SINDACO ‘Dio e Vergine ci benedicano’

L’ex frate presenta la sua lista: “La fratellanza”: «A voi la scelta, siate liberi e sinceri»

Ora il ciclone Gigino si abbatte sul sindaco uscente Servalli e sullo sfidante Murolo

di Adriano Rescigno

Luigi Petrone è ufficialmente candidato alla carica di sindaco della città di Cava de’ Tirreni. La sua lista “La fratellanza”, concorrerà per scalzare Vincenzo Servalli ed il suo polo civico trainato dal Pd, o viceversa; per evitare l’ascesa di Marcello Murolo e la compagine di destra, che a dir il vero sembra essere caduta in un loop di tafazziana memoria – visto che di presupposti per vincere ce ne sono pochi – per la stasi con la quale sta portando avanti questa campagna elettorale; e per evitare che la valle metelliana diventi feudo pentastellato alla luce della candidatura dell’ingegnere Benevento che pare avere sulla città poco appeal. Lo snobbismo e l’elitarismo della politica cavese di chiara matrice democristiana, trova così con la candidatura di quel che fu il “Fra Gigino” per il monastero di San Francesco e Sant’Antonio, un avversario duro da battere e abbattere definito, ai tempi delle diatribe tra Palazzo di Città ed il monastero, dallo stesso sindaco Servalli “talebano” e YouTube ci fa da testimone di quel periodo di guerra fredda ma dalla dialettica rovente che coinvolse anche la “festa di Montecastello” e sabotaggi in punta di diritto e di denunce allo spettacolo pirotecnico. Poi arrivarono i tempi delle accuse di “Gigino” verso il sindaco Servalli: secondo l’ex frate era lui il promotore della sua cacciata dal monastero metelliano. Trasferitosi dopo nella vicina Nocera Superiore “Fra Gigino” – che nel frattempo ha perso il “Fra” per strada – oltre a studiare da politico ha trovato anche il tempo di inventarsi pasticciere. Insomma la campagna elettorale cavese ha trovato il punto di svolta, l’unico che può spostare gli equilibri infatti è proprio Luigi Petrone, forte della ricostruzione e rinascita del convento, forte della dialettica vicina al popolo e schietta, forte dell’essere uomo di azione e di poca burocrazia. Piratesco e coraggioso Luigi Petrone affida a Facebook il proclama della sua candidatura. “Amici carissimi dal momento che ho svolto il mio ruolo nella Chiesa e purtroppo non avendo più un impegno per dedicarmi a voi, dal 22 luglio 2020 si apre la mia candidatura – scrive sul suo profilo – per rendere un servizio alla mia cara e amata città di Cava de’ Tirreni. Resto fedele nel mio animo, all’amore a Dio, alla Vergine, ma con un apertura a 365 gradi nel servizio libero, gratuito disinteressato e senza compromessi al prossimo…È più facile amare le persone che vedi che Dio che non vedi…e se l’uomo è immagine di Dio.. allora nel momento che rendo il mio impegno alla collettività continuo a operare per lui. Non voglio né guerre né divisioni né odi né rancori …se sarò all’opposizione sarò al vostro fianco per darvi una mano…se sarò umilmente primo cittadino voi non eletti dovrete stare al mio fianco…Perdono chi mi ha fatto del male e ha voluto che andassi via da Cava….il vero cavese se ci crede consuma la sua vita per la sua città. A voi la scelta e fatela in una maniera libera e sincera. Dio e Vergine ci benedicano e ci possano guidare per scelte sagge e coraggiose…auguri noi candidati”. Perdona tutti insomma, ma pronto a dare battaglia: adesso bisognerà capire come gli altri candidati sindaco cercheranno di arginare il ciclone “Gigino” che in ogni caso animerà la seconda parte dell’estate cavese, e se Dio lo assiste, anche i prossimi 5 anni.

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