Il Covid elettorale

di Andrea Pellegrino

Lanciafiamme, dirette di esponenti politici al limite della decenza, esercito, centinaia di censori e ufficiali di pubblica sicurezza improvvisati, video, foto, decreti al limite della Costituzione. Ne abbiamo viste di tutti i colori – è il caso di dirlo – nei mesi scorsi. Naturalmente, in molti casi, giustamente considerata l’avanzata del virus. C’è chi ha fatto campagna elettorale, questo è scontato. Così come è altrettanto scontato che ancora oggi si faccia campagna elettorale sul Coronavirus. Del comitato tecnico scientifico si sono perse le tracce, così come del vaccino e di tutto il resto. Eppure, sembra, stando ai dati (almeno a quelli che arrivano, se veritieri), il virus circola, anche nella stessa Salerno, dove fino a qualche giorno fa era quasi impossibile ricevere una minima informazione rispetto all’andamento dell’infezione. Oggi la fase 3 o 4 è demandata completamente alle istituzioni locali che come è noto sono impegnate sul fronte elettorale. Volendo azzardare uno schema: c’è stato un tempo della paura, poi quello del braccio di ferro tra i vari corpi dello Stato, poi il tempo delle riaperture, del far finta che non sia accaduto nulla, delle vacanze e a settembre ci sarà quello delle elezioni. In tutto questo, oltre ad una scarsa informazione sul reale problema: il Covid, appunto, manca anche un altro tassello importante, quello della ricostruzione, per ora, colmato da contributi statali e regionali elargiti.

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