Pontecagnano – Carla Del Mese chiede chiarezza sulla demolizione del Palazzo Mingo

di Oriana Giraulo
La vicenda del Palazzo Mingo, desta non poche preoccupazioni nel Comune di Pontecagnano Faiano. I lavori di demolizione che erano regolarmente iniziati lunedì 27 Luglio sono stati, in meno di 24 ore, bloccati da un’ordinanza sindacale che blocca i lavori di abbattimento, lo stesso giorno in cui la Sopraintendenza ha inviato una nota che dispone ulteriori accertamenti sul valore storico del palazzo e quindi il fermo dei lavori.

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Oltre all’appello di cittadini e di alcuni movimenti locali, arriva anche il disappunto del Circolo Legambiente Occhi Verdi di Pontecagnano Faiano, che aveva già denunciato in passato l’importanza di interventi concreti che tutelino il territorio ed i pochi beni architettonici e di archeologia industriale ancora presenti su di esso.
Ed è proprio grazie a queste sollecitazioni che a Giugno, il Palazzo Mingo era stato protagonista di un sopralluogo in cui erano presenti la Sopraintendente ai beni archeologici e paesaggistici Francesca Casule, la direttrice del Museo archeologico nazionale di Pontecagnano Gina Tomay, il Sindaco di Pontecagnano Faiano Giuseppe Lanzara e l’assessore all’ambiente e all’urbanistica Carmine Spina, che dovevano, appunto, accertare lo stato di conservazione e di storicità del bene immobile. Non si ha traccia di cosa si sia deciso dopo il sopralluogo, i fatti ci dicono che dopo più di un mese sono iniziati i lavori di demolizione.
” La Sopraindentenza deve dare delle risposte ed essere più celere nei provvedimenti, qualora ci siano dei vincoli, questi devono essere rispettati e comunicati per tempo per evitare che si aprano dei cantieri edili completamente inutili” queste le dichiarazioni del Presidente del Circolo Legambiente Occhi Verdi di Pontecagnano Faiano, Carla Del Mese, che continua – ” Sarebbe necessario individuare un giusto recupero ed inserimento delle strutture antiche sopravvissute, perché sia salvaguardata la storia industriale della città tra l’800 e il 900. Analoga attenzione andrebbe prestata agli innumerevoli edifici di edilizia rurale, che potrebbero essere riqualificati ed inseriti in un percorso di recupero dell’identità della città, anche in vista di un possibile sviluppo in campo turistico-culturale”.
Al momento i lavori continuano ad essere fermi.


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