L’ANNUS HORRIBILIS PER PAESTUM. Tra matrimoni cancellati e speranze tradite

Greco (consorzio Paestum): “Al palo il settore del wedding, tassi di occupazione inferiori al 50%” Anche il concerto di Muti non ha contribuito alla ripresa del turismo.

di Andrea Bignardi

Il concerto di Riccardo Muti ed i grandi eventi organizzati nell’area archeologica non avrebbero fruttato i risultati previsti in termini di presenze turistiche. A sostenerlo è Pino Greco, presidente del consorzio Paestum In, che riunisce albergatori e operatori turistici nella città dei Templi. A preoccupare è soprattutto il tasso di occupazione delle camere d’albergo, drasticamente calato rispetto allo scorso anno. Il bilancio del mese di Luglio, nonostante la riapertura della circolazione tra le regioni italiane e delle frontiere sembra infatti essere molto negativo.

“La maggior parte delle persone accorse ai Templi in questo mese di luglio, soprattutto in occasione dell’evento principale della stagione turistica, ovvero il concerto di Muti – afferma – Non si è fermata a Paestum per pernottare, ma è giunta in zona esclusivamente per assistere agli spettacoli”. Dunque i grandi eventi non sono riusciti a catalizzare i flussi turistici, in un’estate che a causa dell’ allerta Covid già non era partita sotto i migliori auspici. “Sicuramente il concerto è stato un evento importante dal punto di vista mediatico – ha aggiunto Greco – Ma le presenze nonostante tutto sono in calo, almeno per gli alberghi”. Sembrano invece difendersi le forme alternative di ospitalità come B&B e case vacanza: segno che ad essere preferite sono le strutture nelle quali non vi è una permanenza contestuale di un gran numero di persone proprio per scongiurare il rischio Covid. A preoccupare, alla vigilia dei dati ufficiali che arriveranno soltanto nei
prossimi giorni, è il tasso di occupazione delle camere nelle strutture alberghiere. “La percentuale alla quale le stanze vengono occupate – continua Greco – è all’incirca del 30% nel periodo infrasettimanale e del 50/60% nel fine settimana, con una media mensile che rasenta il 40%”. Dati ben lontani da quelli degli scorsi anni, nei quali la città pestana riscontrava il tutto esaurito già agli inizi di Luglio, con punte vicine al 100% di occupazione nel fine settimana. Le speranze degli operatori, almeno per il momento, sembrano riposte sul mese di agosto, il cui trend, però, almeno per il momento, non sembra riservare sorprese particolarmente positive. La settimana di maggiore affollamento dovrebbe essere quella compresa tra il 14 ed il 21 Agosto, ovvero a cavallo di Ferragosto. “Solo per quel periodo – continua il presidente del consorzio degli albergatori – raggiungeremo il tutto esaurito. Eppure siamo ancora in attesa che il dato venga confermato per via delle possibilità di cancellazione gratuita offerte dalle strutture”. Numerosi – infatti – sono gli alberghi che hanno optato per politiche volte a favorire la cancellazione gratuita delle prenotazioni anche fino a 48 ore precedenti il check in, proprio per scongiurare un eventuale rischio Covid, che si fa sempre più concreto anche nel territorio cilentano alla luce dei casi recentemente riscontrati in alcune importanti località balneari della zona. A ripercuotersi negativamente sull’ andamento delle prenotazioni, però, sarebbero stati anche i numerosi messaggi di media e istituzioni che avrebbero scoraggiato i flussi turistici sul territorio regionale. “Forse non si potrebbe fare altrimenti, eppure le raccomandazioni messe in campo, anche dallo stesso governatore De Luca – ha aggiunto Greco – Non portano serenità in giro: la conseguenza diretta di tutto ciò è che le nostre strutture, già minate dalla concorrenza dei portali web di prenotazioni, sono in seria difficoltà con tutto l’indotto che portano con sè in termini economici ed occupazionali”. Criticità, infatti, si registrano anche su altri fronti che sono vitali per l’economia di Paestum e che in molti casi rappresentano il vero e proprio core business delle sue strutture alberghiere: è il caso del settore del wedding, completamente al palo nonostante la possibilità di svolgere regolarmente le cerimonie nuziali. “La maggior parte delle nostre strutture – conclude – Ha prenotazioni per questo tipo di manifestazioni che si contano sulle punta delle dita di una sola mano: molti sono gli alberghi che ne hanno ospitati quattro o cinque, esclusivamente per esigenze personali degli ospiti. In molti casi si è ridotto drasticamente il numero degli invitati ,passato anche da 250 a 20”. Alle speranze susseguitesi negli scorsi mesi lascia spazio la certezza che per la ripresa totale delle attività bisognerà attendere, Coronavirus permettendo, il 2021.

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