Ritorna l’incubo “Ecosider” a Pontecagnano Faiano.

di Oriana Giraulo
La sentenza del Consiglio di Stato sull’ impianto “Ecosider”, fa preoccupare e non poco, comitati, cittadini ed il Circolo cittadino di Legambiente.
A preoccupare la sentenza che rinvia a quattro mesi il dibattimenti, che viene vista da tutti un possibile vantaggio della società che potrebbe finalmente insediarsi nella cittadini di Pontecagnano e nello specifico a Via Irno, non poco lontano dal centro abitato. La faccenda sembrava definitivamente conclusa quando mesi fa il Tar aveva accolto il ricorso del Comune di Pontecagnano Faiano sulla volontà, espressa dalla Ecosider Ricicla Srl, di costruire un impianto da adibire ad attività di stoccaggio e trattamento di rifiuti recuperabili non pericolosi e rifiuti speciali pericolosi. In particolare, i Giudici avevano ritenuto valide le contestazioni espresse dal Comune di Pontecagnano Faiano riguardo alla viabilità, la mancata rappresentazione della presenza di una condotta idrica sotterranea e di un pozzo artesiano, l’incongruenza tra alcuni degli elaborati progettuali, la mancata presentazione del calcolo analitico rispetto alla diversa organizzazione delle aree per standard, la mancata presentazione di specifica convenzione circa gli interventi infrastrutturali da realizzare e varie ed ulteriori incongruenze. Ed invece, siamo tornati indietro nel tempo.
A far sentire la loro voce, in questo momento, oltre i comitati cittadini, il Circolo Legambiente di Pontecagnano Faiano, Occhi Verdi che già nell’Aprile del 2019 avevano ben elencato la loro posizione in merito all’impianto di compostaggio di materiale ferroso e non, e che vogliono assolutamente ribadire anche oggi.
La zona interessata, spiega in una nota proprio Legambiente, ha una notevole valenza naturalistica e storico-monumentale. Essa è confinante con il fiume Picentino che deve essere valorizzato (come riportato nel programma elettorale) attraverso la realizzazione di un Parco Fluviale che esalti il fiume, valorizzi la biodiversità floro-faunistica fluviale, riavvicini i cittadini alla natura e al rispetto della risorsa acqua. In essa è presente una struttura storico-monumentale (prop. Bracale) di notevole pregio e sotto vincolo della soprintendenza. Era la casina di permanenza del Re Vittorio Emanuele che vi dimorava quando veniva per le battute di caccia nei territori nostri e di Persano. Una azione di valorizzazione e tutela sarebbe l’unica azione di senno e di lungimiranza. La presenza di un impianto di rifiuti ferrosi comporterà seri problemi di mobilità sul territorio comunale. Una movimentazione di circa 470.000 tonnellate annue di rifiuti ferrosi equivale ad un transito annuo di circa 16.000 camion cassonati che si traducono in un passaggio giornaliero di almeno 50 camion che trasportano ognuno circa 30 tonnellate di rifiuti. È questa una situazione da incubo sia in termini di mobilità che di produzione di inquinanti atmosferici prodotti dagli scarichi degli automezzi da trasporto. Questo ogni giorno e per 365 giorni all’anno. Per non parlare poi dei seri problemi di inquinamento che andrebbero ad interessare una zona che va da via Picentino fino a Trivio Granato e coinvolgerebbe circa 2000 cittadini. Inquinamento visivo, acustico e da polveri sottili. Non ultimo il rischio di sversamenti dei prodotti di lavorazione e sgrossatura, nei corpi idrici che attraversano la zona interessata e che attualmente alimentano l’irrigazione delle nostre zone agricole.
“Riteniamo che un dovere della politica locale, attraverso i propri amministratori comunali, sia quello di definire una nuova visione dell’identità e dello sviluppo della nostra città (l’auspicato cambiamento!!!), evitando di subire scelte errate ereditate da una passata amministrazione che molto spesso ha mortificato le aspettative di un futuro migliore e di una buona vita attese dalla nostra comunità” queste le dichiarazione del Presidente del Circolo Carla Del Mese che conclude con un invito diretto al Sindaco Giuseppe Lanzara e a tutti i consigliere, “ Invitiamo il Sindaco e tutti i consiglieri comunali ad attivarsi concretamente, anche attraverso la modifica e/o il cambiamento della destinazione d’uso della zona interessata (prerogativa di competenza del consiglio comunale), per impedire che si realizzi un inutile e inopportuno impianto lungo via Irno”.

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