SCUOLA, COVID E RIPARTENZA Il 14 settembre per il Liceo ‘De Filippis-Galdi’

Maria Alfano, dirigente dell’istituto di Cava de’ Tirreni prepara il piano per la riapertura

«Un principio deve essere imprescindibile: garantire a tutti gli studenti pari opportunità»

di Rosanna Di Giaimo

Maria Alfano è la Dirigente scolastica del Liceo “De Filippis-Galdi” di Cava de’ Tirreni, un Istituto di 1125 alunni che comprende cinque indirizzi: classico, musicale, linguistico, scienze umane anche con opzione economico-sociale. La scuola ha due sedi ubicate nel centro cittadino a pochi passi dalla stazione ferroviaria. La popolazione scolastica è, per la maggior parte, residente in città. Tuttavia ci sono studenti che provengono dalle tante frazioni che ne costituiscono il territorio, dai comuni limitrofi (Nocera e Vietri) e da aree piuttosto distanti come Scafati, Siano, Roccapiemonte, Castel San Giorgio, Costiera amalfitana. In questi giorni si lavora alacremente per organizzare un piano di ripresa che, pur tenendo conto dell’emergenza, vada ad alleviare il disagio di studenti, docenti e personale scolastico.

Quali sono gli scenari possibili per un rientro in presenza?

«Partiamo da un principio imprescindibile: garantire agli studenti pari opportunità. Lo scenario possibile, che presenta un maggior numero di punti di forza soprattutto rispetto alla validità dei processi di apprendimento e alla esigenza di mettere in campo una didattica innovativa, è che tutte le classi seguiranno attività in presenza ma secondo una turnazione settimanale. Avremo a scuola, nelle due sedi, ogni settimana, un indirizzo scolastico, mentre gli altri saranno impegnati nella didattica a distanza. Immaginiamo, quindi, che gli alunni alterneranno una settimana in presenza ed una a distanza. Parliamo, quindi, di Didattica integrata. Questa progettazione didattico-organizzativa, alla quale sto lavorando con un pool di docenti, ed altre ipotesi saranno, ovviamente, condivise con gli organi collegiali».

Quali sono gli spazi disponibili all’interno della scuola?

«Con la presenza a scuola di 10 o 15 classi possiamo lasciare al loro ruolo originario le due palestre perché riteniamo che le Scienze motorie siano importanti soprattutto in un periodo di limitazione di molte attività fisiche. Ovviamente parliamo di sport individuali e non di gruppo. I laboratori linguistici ed informatici e la biblioteca saranno utilizzati, invece, anche per la didattica ordinaria. L’auditorium potrà essere uno spazio d’aula per gli allievi dell’indirizzo musicale».

Secondo le misure anticovid, e alludiamo al metro di distanza tra gli studenti, “da bocca a bocca”, e ai due metri tra la scrivania e i banchi monoposto, un’aula può ospitare circa 13 alunni. Come intende sistemare le classi durante le lezioni in presenza?

«Nella maggioranza dei casi, gli studenti di una stessa classe saranno divisi in due aule adiacenti, dove ciò è possibile. Ogni professore sarà affiancato, per esempio, da un docente assegnato al potenziamento o dal docente madrelingua per il liceo linguistico, o da insegnanti che ci saranno attribuiti dal Ministero dell’Istruzione con contratto a tempo determinato. Certamente bisognerà adottare una nuova metodologia didattica, quella laboratoriale per la quale la modalità frontale non sarà l’unica forma di approccio alla lezione».

La Didattica a distanza, quindi, avrà ancora un posto importante nella ripresa…

«La didattica a distanza ci ha permesso di continuare a “fare scuola” con risultati apprezzabili. Anche la ministra Azzolina, in questi giorni al lavoro per le Linee guida per la Dad, ha precisato, facendo un esempio, che si può ricorrere ad essa anche un solo giorno a settimana, in relazione ai bisogni delle singole scuole. E colgo l’occasione per sottolineare che, per la scuola superiore, la Dad non è stata mai esclusa dalle Linee guida fin dall’inizio e che c’è, nel frattempo, un’apertura anche per la scuola media e per la primaria. Non possiamo, tuttavia, non evidenziarne alcune criticità come i problemi legati alla connessione internet o alla mancanza di supporti informatici per alcuni studenti. In verità un altro limite riguarda la verifica degli apprendimenti e, di conseguenza, la valutazione degli stessi. Per questo le prove scritte e orali saranno svolte durante la settimana in presenza. In Dad si potranno, invece, affrontare le tematiche dei singoli programmi disciplinari attraverso la lezione tradizionale e utilizzando anche le tante opportunità che le piattaforme informatiche offrono. Ancora un limite della Dad lo abbiamo constatato per il liceo musicale. Ebbene, gli allievi potranno nel pomeriggio recarsi a scuola per seguire le lezioni di strumento osservando, ovviamente, tutte le misure anticovid. Anche per gli scolari con difficoltà di apprendimento o con bisogni educativi speciali abbiamo previsto la loro presenza a scuola sempre».

L’Ente Provincia dispone di 2 milioni di euro da distribuire su circa 140 istituti scolastici di competenza. Si tratta di piccole somme. Come intende impegnarle?

«Pensiamo di procedere con il potenziamento della Rete Internet. Inoltre, nel corso di riunioni organizzative con l’Ente, abbiamo chiesto lavori di messa in sicurezza degli edifici e, per la sede De Filippis, interventi nei bagni. Oltre a ciò, siamo stati assegnatari del PON “Smart class” grazie al quale potremo dotarci di Notebook per la didattica a distanza ed abbiamo partecipato ad un altro PON per l’ottenimento di kit didattici per alunni bisognosi. Inoltre pensiamo di sostenere un progetto di radio e giornale web, elaborato da un gruppo di docenti della scuola, per il recupero delle competenze con metodologie innovative».

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