Renzo Arbore: ‘Per chi fa spettacolo De Luca è sicuramente un talento’

di Maria Francesca Troisi

Cosa si può dire di Renzo Arbore che non sia stato ancora detto? Arbore con l’arte dell’improvvisazione ha rivoluzionato il mondo della radio, della tv e del cinema, ha ideato format radio e tv ormai diventati cult, scoperto e lanciato personaggi incredibili (uno su tutti, Massimo Troisi). Ambasciatore della musica napoletana nel mondo con la sua Orchestra Italiana, a 83 anni non smette di esplorare nuove strade, con l’occhio attento e curioso che lo contraddistingue. Partito in tour il 2 agosto da Portici, Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana saranno a Salerno il 29 agosto (S. Maria di Castellabate) e il 3 settembre (Teggiano).

Dopo mesi di stop forzato è partito il suo tour estivo: un grande successo.

“Una scommessa che dovevamo vincere, nonostante il progetto spericolato, senza prove, dopo 5 mesi di inattività. L’Orchestra Italiana è sempre una garanzia”.

La gente “ha voglia” di concerti?

“La gente ha desiderio di divertirsi, di tornare a sorridere dopo mesi difficili”.

Cosa le piace mangiare quando viene in Campania?

“Devo dire che lo spaghetto al pomodoro del Piennolo non si batte, con l’olio buono, l’aglio e il basilico. Mangio poi tutte le specialità locali, soprattutto il salato”.

Il prossimo anno la sua Orchestra compie 30 anni di attività. Immaginava di tagliare un traguardo così importante?

“No, affatto. Pensavo di continuare per un paio di anni al massimo, lanciare la canzone napoletana classica, d’autore, e poi tornare a fare televisione e radio. Invece l’Orchestra ha continuato la sua storia, abbiamo fatto più di 1500 concerti in giro per il mondo. Ci siamo formati nel 1991, con una media di 50/60 concerti all’anno. È l’Orchestra stabile più longeva del mondo, siamo contenti e ci divertiamo ancora”.

Durante il lockdown ha riordinato il suo incredibile archivio…

“Ed è nato il mio ultimo programma tv, “Striminzitic Show”, che viene dalla rete, dalla mia web tv, Renzoarborechannel.tv, dove ogni giorno mettevo uno sketch napoletano, con amici e artisti napoletani. Il programma si chiama “50 sorrisi da Napoli”: sono partito con 100 mila visitatori, poi abbiamo avuto un crescendo incredibile. Attualmente ci sono le repliche, visibili sempre gratuitamente”.

Le piace scoprire le risorse della rete?

“Mi piace moltissimo, faccio quello che dovrebbero fare tutti. Attingo dal web tutte le cose vecchie e nuove. Le vecchie servono per conoscere il passato, le nuove per apprendere cosa si agita nel “mondo dei giovani”.

Proprio sul web ha scoperto Stefano De Santis, e l’ha portato nel suo programma, “Striminzitic”.

“Stefano De Santis è un talento. Riesce a doppiare incredibilmente il Presidente della Repubblica, Massimo Troisi, Verdone, il Presidente Conte, il Presidente De Luca. Ha una sorprendente bravura, forgiata all’Accademia Pasolini (Roma). Ho scovato sul web anche i SOB, Song’e Napule Original Band, che si esibiscono con canzoni napoletane rivisitate da loro”.

Non ha mai nascosto la sua simpatia per De Luca…

“Il Governatore ha la caratteristica dei grandi oratori e avvocati napoletani. Dal punto di vista dello spettacolo, per chi fa spettacolo, è sicuramente un talento”.

Cosa manca alla tv di oggi?

“Mancano i talenti. Non ci sono nuovi comici importanti, come Nino Frassica. E non ci sono neanche nuovi format importanti, quelli inventati dalla televisione dei “tempi belli”, quando il varietà era un prodotto molto curato, con Falqui, Trapani, insomma la grande televisione del passato di Mina, Raffaella (Carrà), Corrado. Oggi ci sono format comprati, molto meno interessanti. C’è allegria, ma non ci sono le “vere risate”.

“Alto gradimento”, storica trasmissione radiofonica con Gianni Boncompagni, compie 50 anni. C’è un personaggio a cui è particolarmente legato?

“Il colonnello Buttiglione. Forse ci saranno delle sorprese per celebrare i 50 anni di “Alto gradimento”. Sto facendo delle ricerche per ritrovare le puntate. È da “Alto gradimento” che è partito tutto, è partito il gusto dell’improvvisazione”.

Ha lanciato e valorizzato tanti personaggi. Chi “rimpiange” di non aver scoperto?

“Certamente Francesco De Gregori, che è uno dei miei cantanti e autori preferiti. L’ho ospitato varie volte, ma non è una mia scoperta”.

Mi racconta “una follia” che negli anni i suoi ammiratori hanno fatto per lei?

“Tanti mi aspettavano sotto casa; ricordo però in particolare di uno, che non riusciva a contattarmi, e ha fatto finta di essersi impiccato sotto casa mia. Lo spavento che mi ha fatto prendere!”

Tra musica e tv cosa sceglie?

“Io parto dalla musica. Il jazz mi ha insegnato ad improvvisare anche con le parole. Ho sempre detto: – se si può improvvisare con il clarinetto, si può improvvisare anche con le parole. È così è stato”.

Rispondi