Il gusto arcaico di uno spumone evergreen

Dal 1949 alla quinta generazione, lo produce il Bar Marianna di Campagna. Zuppa inglese, cassata e cioccolato si fondono in un intreccio unico di sapori

di Andrea Bignardi

La storia dello spumone si intreccia con una delle attività storiche di Campagna: è il caso del Bar Marianna, dal 1949 attivo all’ingresso del centro antico che guarda dall’alto la Piana del Sele. Da ben cinque generazioni ai freschi tavolini ubicati in posizione pittoresca, nel larghetto di Sant’Antonio, è possibile degustare la principale specialità del bar gestito con passione da Rosario Magliano, che eredità, insieme alla madre Lucia Letteriello, la ricetta segreta di questo prodotto che rappresenta certamente un unicum nel panorama locale. Ad intraprendere per primo l’attività fu la sua bisnonna, Concetta Adelizzi, che già nel secondo dopoguerra, prima ancora di preparare gelati e spumoni utilizzava le lastre di ghiaccio che giungevano direttamente dal vicino Monte Polveracchio per produrre gustose granite al limone. Già, perché da oltre settant’anni lo spumone si serve in apposite forme metalliche ormai divenute introvabili, che ne consentono, dopo una lavorazione che dura circa tre giorni, di conservarne al meglio tutte le sue proprietà. “Ne abbiamo appena trentacinque a testimonianza dell’artigianalità con cui lavoriamo il nostro prodotto – afferma la titolare del bar – Possiamo infatti produrre non più di sessanta spumoni al giorno nei periodi di maggiore afflusso”. La ricetta, come e più che in altri casi, è custodita gelosamente dai titolari dell’attività, che però non disdegnano di svelare gli ingredienti necessari per realizzare un dessert della cui gloriosa tradizione restano tra gli ultimi testimoni nel territorio salernitano. Zuppa inglese, cassata e cioccolato si fondono in una riuscita simbiosi, anche grazie ad una bagna realizzata con quattro liquori (anche questi tenuti segreti, ndr) che contribuisce ad amalgamare al meglio gli strati dello spumone e a conferirgli quel gusto retró ormai fuori mercato ed introvabile nelle moderne gelaterie. Ma lo spumone del Bar Marianna testimonia, ancora oggi, di essere un evergreen apprezzatissimo da buongustai di tutte le età: lo conferma il successo riscosso nel corso degli ultimi anni in occasione della manifestazione dei “Portoni Ghiottoni” organizzata annualmente nei mesi estivi dal municipio campagnese. “Non manca – conclude Rosario Magliano – chi giunge anche da Napoli in occasione della chiena per degustarlo”. Segno che le tradizioni che si identificano con il territorio e che ne accompagnano la sua evoluzione storica, sono davvero dure a morire, anche a vent’anni dall’inizio del nuovo millennio.

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