I Covid center?«Realizzati per far lievitare il consenso»

Sei gli esposti presentati da Marcello Taglialatela che hanno fatto partire l’inchiesta

«Ho segnalato anomalie rispetto alla gara e alle varianti in corso d’opera»

di Adriano Rescigno

“Da qualche giorno De Luca ha smesso di pavoneggiarsi e di fare lo sbruffone circa la gestione della pandemia in Campania”. Queste le pungenti parole di Marcello Taglialatela, ex assessore regionale e presidente dell’ associazione “Campo Sud”, che con i suoi sei esposti, (l’ultimo il 6 agosto scorso) ha portato alla luce quella che lui definisce “gestione allegra e dissoluta dell’emergenza Covid-19 da parte dell’ente regionale”. Nel mirino degli esposti, il manager dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva, il presidente della SoReSa, Corrado Cuccurullo, il consigliere regionale Luca Cascone, per la sua attività di facilitatore – anche senza incarico nell’unità di crisi – per i contatti tra gli uffici ed i fornitori, nonché l’esponente dell’unità di crisi, Roberta Santaniello, ad oggi tutti indagati, ad opera della procura della Repubblica di Napoli per turbativa d’asta e frode in fornitura nella pubblica amministrazione. Dell’inchiesta se ne occupano i pm De Roxas, Di Mauro sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Lucantonio. “Dietro tutto questo, solo esigenze cinematografiche del governatore”. “Sono sei – dice Taglialatela – gli esposti, datati 6 maggio, 15 maggio, 28 maggio, 3 giugno, 9 luglio, 6 agosto, dai quali emerge un peggioramento dell’azione della pubblica amministrazione. L’esposto del 6 maggio, è quello dal quale nasce l’inchiesta, in cui descrivo – attraverso l’esibizione di atti ufficiali – anomalie riguardanti la gara di appalto, se di gara possiamo parlare visto che dura poco più di 24 ore, in cui è vincitrice ed unica partecipante, l’azienda “Med” di Padova, alla quale SoReSa (Società regionale per la sanità che si occupa di realizzare azioni strategiche per la razionalizzazione della spesa sanitaria regionale e dunque svolge il ruolo di centrale acquisti) ha versato 18 milioni di euro, per la realizzazione di tre ospedali modulari a Napoli, Salerno e Caserta, completi di tutta l’attrezzatura per salvare la vita ai pazienti e “chiavi in mano”. A questi 18 milioni se ne aggiungono 4 in trattativa privata e 3 per le varianti in corso d’opera”. “Inoltre – continua l’ex consigliere regionale – la “Med” aveva dichiarato di avere già a disposizione tutti gli strumenti per fronteggiare la pandemia tra cui i famosi ventilatori, cosa poi sconfessata, tanto che ne è nato un contenzioso”.

La sua idea personale sulla vicenda – dunque – qual è?

“De Luca aveva esigenze cinematografiche nel costruire i tre ospedali modulari per far lievitare il suo consenso, ospedali di cui non aveva bisogno visto che su Napoli erano a disposizione le strutture del “Loreto Mare”, degli “Incurabili” e dell’”Ascalesi”. Insomma doveva spettacolarizzare, mentre i suoi collaboratori ne hanno approfittato ed ora bisogna stabilire se con la compiacenza o meno del governatore. È stata una gestione dissoluta, se poi si aggiunge che gli ospedali modulari di Salerno e Caserta sono chiusi (la consigliera regionale Valeria Ciarambino aveva già evidenziato che il Covid Center di Caserta è un monumento all’incuria, inutilizzabile e destinato ad essere smantellato visto che insiste su terreni requisiti e non espropriati dalla Regione e che dunque vanno restituiti ai legittimi proprietari. Ndr) – e quello di Napoli, l’unico aperto ha a disposizione solo 2, 3 posti letto di terapia intensiva”. Dovevano essere 72 i posti di terapia intensiva, ed invece enormi ritardi e incongruenze, da accertare, hanno determinato “una situazione impensabile – continua Taglialatela – dove l’Asl Napoli 1 doveva controllare ed invece ha facilitato con omissione di controlli e collaudi, nonché un affidamento senza polizza fideiussoria da parte della Regione, ed onestamente immagino a breve un intervento della Corte dei Conti”.

I Pm l’hanno già convocata?

“No, non ancora, penso che stanno valutando tutto il materiale da me allegato per poi ascoltarmi”.

Come valuta nel complessivo la gestione dell’emergenza?

“È vero che in proporzione agli abitanti in Campania sono stati effettuati meno tamponi, ma al Sud in generale, concorrenti diversi fattori, la pandemia non è stata dilagante, come sottolineato anche dalla documentazione emersa negli ultimi giorni dove si sconsigliava la chiusura del Meridione. Non penso che l’argine al Covid sia merito dei presidenti delle regioni”. In attesa delle audizioni, fioccano le polemiche dal M5S e dal leader della destra campana, Stefano Caldoro, mentre Luca Cascone, fedelissimo di De Luca e Cuccurullo, presidente della SoReSa, hanno dato disponibilità ai pm per essere ascoltati e chiarire ogni lato della vicenda.

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