La sinistra alla conquista di…“Terra”: pronta la lista per Palazzo Santa Lucia

di Andrea Bignardi

È “Terra” il nome della lista ambientalista presentata a Napoli in vista delle prossime elezioni regionali. Una compagine politica nata dall’esperienza dei comitati ambientalisti campani, che si porrà l’obiettivo di mettere al centro i temi ecologici non solo nella competizione elettorale ma anche nella governance della regione per i prossimi cinque anni, proponendo una radicale alternativa alle “due destre” rappresentate da Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro che ancora una volta rappresentano le figure centrali nella contesa. Due saranno i candidati alla presidenza, a testimonianza di uno stile di gestione della cosa pubblica che prova a far riacquisire centralità alla collegialità tipica di quel mondo della sinistra tardo novecentesca che è stata al fianco dei comitati ambientalisti da cui nasce il progetto: Luca Saltalamacchia, avvocato, e Stefania Fanelli, consigliere comunale, sindacalista ed attivista. Ma è proprio nei confronti del governatore uscente che Tonino Scala, segretario regionale di Sinistra Italiana ed uno dei promotori della lista, lancia le accuse più forti: “Non ha governato la Campania ma ha solo esportato il modello Salerno in Regione, fagocitando Caldoro (che avrebbe paralizzato la Campania, ndr) e la sua armata Brancaleone”.

La lista Terra si propone come un progetto di rottura rispetto ad una contesa politica polarizzata sulle figure di Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca: quali sono le sue priorità fondamentali?

“Un progetto che parte dalla tutela di una terra martoriata protagonista di uno dei disastri ambientali più eclatanti del Novecento. Parte dalle Ecoballe di Taverna del Re, monumento del fallimento della politica di questi ultimi venti anni. Un esperimento che vede insieme comitati, le associazioni ambientaliste, coloro i quali hanno in questo anni provato non solo ad accendere i riflettori su un disastro ambientale sanitario che ha portato intere aree del nostro Paese ad avere il più alto indice di malattie tumorali ematiche e respiratorie. Non ci saranno solo in campo esclusivamente movimenti ambientalisti ma anche parte della sinistra tradizionale che è stata al fianco di quelle lotte in questi lunghi anni. Abbiamo deciso di trasformare in movimento politico un’organizzazione che non sia più solo di protesta ma che si candida a cambiare le cose, a trasformare la società in una nuova visione che metta al centro uomo ed ambiente, da qui il nome Terra, appunto”.

La tutela dell’ambiente diviene dunque un elemento fondamentale nella competizione elettorale non solo grazie agli input della vostra compagine ma anche per la scottante attualità che il problema indubbiamente riveste: i due presidenti che oggi si contendono Palazzo Santa Lucia come hanno agito su questo punto e chi tra De Luca e Caldoro ha gestito meglio la tematica?

“Le due destre perché di questo si tratta, De Luca e la sua armata Brancaleone che ha fagocitato di fatto la destra di Caldoro sono gli artefici di un disastro che è sotto gli occhi di tutti. Caldoro dieci anni fa grazie ad una grande coalizione paralizzò la Campania. De Luca a suon di slogan la riconquistò anche con mezzi non proprio leciti, basta pensare alla condanna di Mastursi che oggi gestisce le liste (14, 17, ne ho perso il conto), la Severino etc. Oggi De Luca ripropone quella coalizione che va da De Mita a Mastella passando per i cosentini animali fino ad arrivare a Pomicino. Sarò pessimista ma già vedo come andrà a finire. Gli artefici del disastro che per la terza volta si scontrano… Una regione ferma. Terra è la vera novità, la vera alternativa ad un modo di concepire la politica e l’occupazione di spazi della vita pubblica”.

La recente gestione del Coronavirus ha fatto emergere nuove grane giudiziarie per alcuni esponenti della maggioranza: quanto potrà incidere sull’esito elettorale e qual è la posizione della lista Terra su questa vicenda?

“Lo avevamo denunciato politicamente durante i mesi del covid ciò che stava accadendo. Quella tragedia è stata usata per costruire con i soldi pubblici una macchina di consensi. Così si spiega la corsa al voto. Ora sta venendo a galla un modello che non c’era, costruito da un attore navigato. Il Principe di Arechi non ha governato la Campania ma ha esportato il modello Salerno in Regione, mettendo in campo una gestione clientelare servita ad alimentare un sistema. Altro che questione morale. Oltre il partitismo, un partito persona che diventa un modello per il Pd nazionale. L’alternativa c’è, è Terra”.

Rispondi