Obbligo di mascherina e chiusura anticipata per i locali a Cetara

Con le nuove direttive governative e regionali, Cetara decide di dare un segnale forte ai suoi abitanti e ai tanti turisti che in questa estate hanno affollato le strade e le piazze del paese.

Prima l’impegno di indossare la mascherina, senza limitazioni di orario, e adesso il coprifuoco. Una decisione dovuta, a quanto pare, soprattutto in seguito agli ultimi avvenimenti che avevano disturbato la quiete pubblica degli abitanti del borgo.

Obbligo di chiusura, quindi, per tutti. Bar ed esercizi ristorativi resteranno aperti al pubblico fino alle ore 2. Unica eccezione per il bar-pasticceria al centro del paese che potrà vendere esclusivamente i propri prodotti fino alle 3.30. Divieto di assembramento nelle piazze e negli spazi pubblici, dopo mezzanotte.

«Ho dovuto agire perché Cetara è stata letteralmente invasa dalle persone. Possiamo ritenerci fortunati che il nostro paese abbia recuperato il calo del turismo registrato nei primi tempi post lockdown, ma da sindaco devo tutelare la mia gente. Per tutta l’estate ho predisposto una vigilanza assidua da parte della polizia municipale fino a mezzanotte, ma mi sono reso conto – a lungo andare – che non bastava. Era necessario dare un segnale più forte. Ho chiesto aiuto alla Prefettura e alla Questura», ha dichiarato il primo cittadino Della Monica.

Dunque, da mezzanotte alle quattro, carabinieri e polizia vigileranno sul rispetto delle nuove disposizioni amministrative, prese per evitare un’ulteriore curva di contagi.

Bar, pizzerie, pub e trattorie, sin dalla riapertura dei locali, sono stati infatti presi d’assalto, come se il virus non fosse mai esistito. E se da una parte questo ha permesso ai proprietari dei vari esercizi di respirare e recuperare almeno una parte degli introiti persi durante il lockdown (e successivamente con le sospensioni di sagre e feste di paese), dall’altro ha messo a rischio la stessa categoria che spesso si è trovata a giustificarsi sui pochi posti a sedere, sulle lunghe attese e sulle distanze sociali da rispettare. Nonostante, difatti, in un primo momento, le disposizioni sono state rispettate al millimetro, a mano a mano che il caldo aumentava e gli uffici chiudevano, le ordinanze sembravano diventare sempre meno considerate. Non tanto dai gestori dei locali che hanno quotidianamente indossato la mascherina, mattina e sera, consapevoli di poter incorrere in sanzioni pecuniarie, piuttosto dai clienti che, sempre più insofferenti alle normative e all’afa, ignoravano i richiami.

«L’ordinanza da una parte ci permetterà di riprendere un ritmo più tranquillo, dall’altro porterà sicuramente a un calo del fatturato, soprattutto per chi è titolare di bar» spiega Antonio Della Mura dell’Ombelico del Mondo. «Restando aperti fino a tardi, diventavamo il punto di riferimento di chi lavorava nei ristoranti. Una birra con i colleghi e gli amici chiudeva la giornata lavorativa, ma d’altra parte la salute – soprattutto dopo quello che abbiamo vissuto – non va sottovalutata. Meglio qualche ora in meno oggi che una nuova chiusura domani», conclude Della Mura.

Cinzia Forcellino

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