Pallamano, deposito del contratto: novanta giorni per consegnare gli accordi in Federazione

Pina Napoletano, membro della commissione federale atleti: «Possiamo essere da esempio per altre discipline»

di Matteo Maiorano

Io gioco con il contratto. È lo slogan lanciato dalla commissione federale atleti al mondo della pallamano. L’organo, che guarda alla tutela degli sportivi di una delle maggiori discipline indoor, ha rilasciato un video esplicativo, nel quale vengono incoraggiati giocatori e giocatrici della pallamano a depositare il proprio contratto, in busta chiusa, in Federazione.Un gesto semplice ma che sottende sacrifici, riscatto e lavoro. Un progetto che, al netto della grande adesione riscossa nello scorso campionato, è destinato a fare scuola: diversi gli sport in cui, per un motivo o per un altro, gli atleti non hanno contratti che possano tutelarli, o, addirittura, sono gli stessi accordi a venir meno con il passare del tempo. I dati sulla sottoscrizione del progetto, da parte dei tesserati, sono in aumento, come dichiara Pina Napoletano. Il capitano della pluriscudettata Jomi Salerno è membro della commissione federale e, in un momento particolare come quello della pandemia, ha voluto far sentire la propria voce sulla questione agli sportivi della penisola.

Il deposito del contratto è un progetto che può fare scuola. Oggi, a distanza di pochi mesi, come cambia l’approccio degli sportivi sulla questione?

«Abbiamo introdotto questo strumento a tutela dell’atleta dopo che, all’interno del nostro movimento, alcune società avevano pensato bene di accordarsi con i giocatori salvo poi venir meno agli accordi pattuiti, non erogando quindi nessuna forma di pagamento a distanza di pochi mesi. Il fatto ancor più increscioso è che, in seguito, gli atleti sono anche vincolati a giocare per quel determinato club, avendo davanti come unica opzione lo stop anticipato. I numeri, purtroppo, colpiscono in misura maggiore il movimento femminile».

È un primo, importante, viatico verso il professionismo?

«Esattamente. Abbiamo pensato di divulgare il progetto attraverso un video, nel quale sono gli stessi protagonisti a parlarne. È una presa di coscienza che può rivoluzionare il modo di concepire certe dinamiche».

Chi può effettuare il deposito?

«Possono farlo sia la società che l’atleta. Quest’anno i tesserati avranno a disposizione novanta giorni invece che trenta per depositare il contratto in federazione. Il plico, contenente le forme di accordo, sarà sigillato e potrà essere aperto solo in caso di controversia».

Il Covid ha inevitabilmente indebolito il potere d’acquisto delle società. C’è il rischio che qualcuno possa sfruttare l’onda della crisi?

«La stagione andata agli archivi è stata molto particolare. Abbiamo delle nuove basi per far sì che il movimento acquisti fiducia nei propri mezzi. Purtroppo ci sono atleti che giocano senza contratto i quali, sulla base della fiducia, percepiscono dei rimborsi spesa. C’è la necessità di svoltare».

La Jomi è pronta a ripartire?

«La nostra fame di vittorie non si è mai arrestata. In sede di confronto, con le mie compagne, parliamo ancora della sconfitta in SuperCoppa: quante lacrime abbiamo versato! Il trionfo in Coppa Italia non è invece quasi mai argomento di discussione. È una nostra caratteristica quella di rimpiangere ciò che non abbiamo ottenuto anziché gioire per i successi. Forse, in fondo, è questa la chiave: alzare sempre l’asticella e non accontentarsi mai, per portare a casa il massimo».

C’è voglia di tornare protagoniste?

«Quella non è mai mancata. Soltanto qualche giorno fa abbiamo ripreso gli allenamenti e, nei nostri occhi, sono passate in rassegna le difficili settimane della quarantena. Quando ho rivisto il gruppo al Vestuti ho provato un’emozione fortissima. Abbiamo svolto il consueto allenamento presso la palestra Palumbo rispettando tutte le norme in materia sanitaria. Cerco di riflettere il meno possibile quando mi alleno, perché adesso abbiamo la necessità di recuperare la spensieratezza».

Quali obiettivi avete nel mirino?

«Vogliamo vincere tutto ma, come sempre, faremo parlare il campo. Il nostro collettivo ha dimostrato di avere tanto carattere».

Il coronavirus ha influenzato inevitabilmente i calendari internazionali.

«Purtroppo sì. Aspettiamo il primo settembre per i sorteggi, che stabiliranno l’avversario che incroceremo al secondo turno preliminare di Champions. Novembre sarà il mese degli spareggi, mentre il 12 settembre parte il campionato: incrociamo le dita».

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