L’Arca di De Luca

di Andrea Pellegrino

Ci siamo. Con la consegna delle liste si apre la più particolare campagna elettorale della storia repubblicana, tra caldo estivo, covid e colpi di scena. De Luca viaggia con una corazzata senza precedenti che raggruppa perfino i suoi (ex) agguerriti competitors della legislatura in via di conclusione. Da De Mita a Pomicino, da Mastella agli ex forzisti del calibro di Beneduce e Patriciello, fino a Carmine Mocerino, un tempo fedelissimo di Stefano Caldoro. Ci sono tutti sull’«Arca di De Luca», pronti a salpare per mettersi in sicurezza dopo che l’emergenza Covid ha innalzato in maniera esponenziale le quotazioni del governatore uscente. D’altronde oltre al principale obiettivo della rielezione (in alcuni casi abbastanza complessa) c’è tutto un mondo di partecipate, di consigli d’amministrazione e di incarichi che solo il capo del governo regionale può gestire. Insomma per i transfughi l’importante, ad oggi, è racimolare un risultato dignitoso, poi le trattative faranno il resto successivamente. Caldoro porterà con sé sette liste, tutte di centrodestra e con la sua storica civica in tandem con l’Udc di Cesa. Non risolto il caso Cesaro jr che da giorni conferma fedeltà a Silvio Berlusconi ma strizzando l’occhio a qualche candidato, suo ex collega, di Vincenzo De Luca, mostrando tutta l’insofferenza verso una mancata candidatura, bloccata dal leader della Lega Matteo Salvini. I Cinque Stelle con Valeria Ciarambino hanno tutta l’intenzione di contenere i danni, dopo il sogno sfumato di un accordo con il Partito democratico (sul tavolo fino al periodo pre Covid) con Costa candidato governatore. Sulla carta, secondo alcuni sondaggi, mantengono la leadership di primo partito ma senza, naturalmente, la speranza di conquistare lo scranno più alto di Palazzo Santa Lucia. L’obiettivo è almeno confermare la pattuglia di deputati regionali, compreso a Salerno, dove Michele Cammarano spera nella riconferma in Consiglio regionale. Sarà un battaglia comunque faticosa per tutti gli aspiranti consiglieri regionali, soprattutto per i salernitani che sono a seguito di Vincenzo De Luca. Tra tutti Nello Fiore (uscente) e Nino Savastano (super assessore a Salerno, sostenuto dai deluchiani) che si sfideranno nella stessa lista, “Campania Libera”, che al momento, conti alla mano, ha la possibilità di eleggere un solo consigliere regionale. Nel Pd non manca la fibrillazione e a minare gli uscenti Picarone e Amabile c’è l’ex deputato Simone Valiante che racimola consensi anche all’interno dell’apparato salernitano dem. Nonostante l’inchiesta della Procura di Napoli in corso su appalti e tamponi, Luca Cascone dovrebbe mantenere il suo primato all’interno della civica “De Luca presidente”. Ricca lista per i socialisti di Enzo Maraio che cede il passo a nuove forze. Ci sono Andrea Volpe, Antonello Di Cerbo ma anche il prossimo direttore del conservatorio di Salerno, Fulvio Maffia. Gioca la partita l’assessore uscente Corrado Matera che sarà in tandem, nella lista centrista, con l’uscente Maria Ricchiuti. Poi spera nel seggio Italia Viva di Matteo Renzi che, nelle ultime settimane, si è arricchita di nuove forze, tra cui Nico Mazzeo – consigliere comunale di Salerno – e Elvira Serra, ex vicesindaco di Agropoli. Nella Lega torna in campo l’ex rettore Aurelio Tommasetti. Il Carroccio salernitano che nell’ultimo mese ha accolto anche Dante Santoro, tenta la conquista di un seggio e semmai la scalata su Forza Italia che a sua volta ha messo in campo i migliori nel collegio di Salerno. Oltre l’uscente Monica Paolino, gli azzurri vedranno Roberto Celano (consigliere comunale e provinciale), Lello Ciccone e l’ormai ex sindaco di Castellabate Costabile Spinelli. Anche Fratelli d’Italia punta almeno ad un salernitano in Consiglio regionale. In pole c’è l’ex coordinatrice provinciale del partito di Cirielli, Imma Vietri. Segue con un buon consenso, almeno al momento, il sindaco di Sant’Egidio Montalbino Nunzio Carpentieri, già ad un passo, la scorsa volta – ed anche durante l’attuale legislatura – dall’ingresso in aula.

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