Ventidue comuni al voto. Angri,Pagani,Cava e Eboli le sfide politiche più agguerrite

di Andrea Bignardi

Angri, Amalfi, Casalvelino, Celle di Bulgheria, Cava de’ Tirreni, Eboli, Ispani, Laurino, Lustra, Maiori, Pagani, Pertosa, Positano, Postiglione, San Giovanni a Piro, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant’Angelo a Fasanella, Sassano e Sicignano degli Alburni. Sono ventidue i comuni del salernitano chiamati al voto in occasione della prossima tornata elettorale amministrativa, che si terrà, per la prima volta nella storia, in autunno: il 20 e 21 settembre. Il rinvio, dovuto al Covid 19, non ha fermato l’agone politico nemmeno durante la settimana di Ferragosto: parallelamente alla corsa per le Regionali, infatti, nei comuni piccoli e medi della provincia si corre per la chiusura delle ultime liste e per la presentazione delle candidature degli aspiranti primi cittadini. Tante le battaglie “ordinarie”, che si terranno in municipi in cui la legislatura terminerà a scadenza naturale, quattro (Angri, Cava de’Tirreni, Eboli e Pagani) i comuni oltre i 15000 abitanti per i quali potrebbe profilarsi l’ipotesi di un ballottaggio, previsto per domenica 4 ottobre. Non mancano situazioni – come quella del comune liguorino – in cui si ritornerà al voto dopo appena un anno, nel quale si sono succeduti ben due sindaci (Alberico Gambino e Anna Rosa Sessa poi) ed una breve fase commissariale. Anche Angri prova a tornare alla normalità dopo una legislatura travagliata, segnata dalla decadenza di sindaco e giunta per la mancata approvazione del rendiconto di gestione 2018, da una fase commissariale e, successivamente, dal ritorno in sella di Cosimo Ferraioli all’inizio del 2020 in seguito all’accoglimento del suo ricorso contro i decreti che avevano sancito la fine della sua esperienza amministrativa. A Cava de’Tirreni, il sindaco uscente Servalli cercherà la riconferma in una contesa che sarà sicuramente più complessa della precedente tornata del 2015: ben cinque saranno infatti i suoi sfidanti, tra cui – caso più unico che raro – un frate francescano – Luigi Petrone detto frà Gigino, che ha scelto di lasciare il saio per gettarsi nella mischia elettorale. Anche ad Eboli sarà corsa alla riconferma per il sindaco uscente Massimo Cariello, ed anche in questo caso la sfida sarà particolarmente aperta e soprattutto accesa.

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