LA VIOLENZA DI PROPAGANDA DELLA LEGA SULLA CITTÀ IN PIAZZA PER LA DEMOCRAZIA

C’eravamo anche noi in prima fila durante le contestazioni per la visita di Matteo Salvini nel tour di ieri in provincia di Salerno. Eravamo a Cava de’ Tirreni, ad Agropoli e Sapri. Abbiamo affrontato il leader della Lega molte volte guardandolo negli occhi e in tante piazze senza nasconderci come nostro costume. Nonostante tra la folla di Piazza Duomo a Cava de’ Tirreni vi fossero molti politici, consiglieri ed esponenti collegati ai gruppi di cittadinanza attiva locale, la polizia ha operato la solita azione di mistificazione della realtà, aggredendo senza alcuna reale motivazione, una piazza spontanea e popolare in cui si trovavano anche i nostri attivisti. E’ Intollerabile che anche il nostro candidato Sindaco Davide Trezza sia stato raggiunto da uno schiaffo in pieno viso sferrato da un agente, mentre si trovava nei pressi del Borgo Scacciaventi, ben al di là del luogo del raduno leghista.

Come cittadini, prima ancora che come opposizione, pretendiamo che vengano fatte alla città di Cava le scuse per il trattamento ricevuto.

Riteniamo necessario che il Sindaco Vincenzo Servalli chieda conto al Prefetto e alle autorità competenti per l’inutile sceneggiata che è servita solo per incrementare il gioco di tweet, visualizzazioni e interazioni con cui la Lega nutre da sempre il suo elettorato.

Abbiamo delle domande. Perché, sebbene fosse stata presidiata la traversa dove Salvini si è fermato a pranzare, si è ritenuto di sgomberare a schiaffi e spintoni tutto il Borgo Scacciaventi da chiunque lo attraversasse? È questo il modo di fare sicurezza e di tutelare le rappresentanze? Chiamano “alleggerimento” la violenza usata contro i ragazzi che stavano ballando, e a cui hanno persino distrutto le casse portate per l’intrattenimento in strada. Forse la democrazia finisce dove comincia la Lega, ogni volta che il format di Matteo Salvini lo rende necessario e con buona pace delle Forze dell’Ordine a cui chiediamo a questo punto quali siano le loro funzioni. In questi anni la nostra opposizione ha tentato di contrastare proprio questa evidente violazione delle libertà, aggravata dalle concessioni avallate dai decreti sicurezza. 

Il giorno dopo i fatti, il nostro orgoglio è poter dire che Cava resta libera e non si lega. 

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