Palazzetto – Giovanni Malagò al Gff nel 2018: “A Salerno c’è bisogno impellente di questo impianto”

La Cittadella dello Sport è un progetto in eterno divenire, del quale si interessò anche il Coni. Alla conferenza stampa del 2016 presenziò infatti il presidente del Comitato Olimpico Giovanni Malagò.


L’intervento, dell’ammontare di circa 40 milioni, è però di fatto ancora fermo al palo.
L’operazione sarebbe dovuta terminare nei primi mesi del 2019, al fine di poter consegnare alla città di Salerno, in occasione delle Universiadi tenute lo stesso anno proprio in Campania, un impianto nuovo di zecca. Nei pressi del vecchio PalaSport sarebbero dovuti transitare migliaia di atleti da ogni parte del globo, ma invece lo scheletro della struttura in viale Fratelli Bandiera resta ancora senz’anima.


Nell’aprile del 2018 a Salerno ebbe luogo un tavolo di discussione, al quale presero parte diversi componenti che avrebbero dovuto far partire il rinnovato progetto. Una chiacchierata informale e nulla più – fortemente voluto dal componente nazionale del Coni, Nello Talento – che vide la presenza di Andrea Abodi, presidente dell’Istituto di credito sportivo.
Da quel giorno, però, nonostante la disponibilità a farsi carico dei costi, tanto da parte del Coni quanto da parte dell’Ics, da Salerno non si sarebbe levata più alcuna voce.


In occasione di una sua recente visita al Giffoni film festival, il presidente del Coni Malagò è tornato sulla questione: «Ci ho messo la faccia e abbiamo fatto l’endorsement per sostenerla – disse – A Salerno c’è un bisogno impellente di un impianto del genere, perché questa città ha fatto strada in più settori. La Cittadella dev’essere immaginata come un polo, la casa degli sportivi, il luogo dove far crescere i talenti.

Le istituzioni devono fare la propria parte: se la costruiamo, bisogna anche capire a chi l’affidiamo e in forza di quale convenzione d’uso. La gestione va affidata a gente in grado di far rimborsare le rate di un mutuo pluriennale attraverso momenti di coinvolgimento non solo sportivo: penso all’intrattenimento, agli spettacoli. Le strutture si fanno e si gestiscono, altrimenti non ha senso».
(3.continua)

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